Vuoi conoscere un bestiario? – ground zero: la paura dietro ai mostri

Tutti proviamo paura, nelle situazioni più disparate, tanto che a chiunque è capitato di aver avuto a che fare con questa emozione.

Tuttavia in pochi sanno dare una definizione precisa di paura; si tende a descriverla con le reazioni che provoca sul piano fisico oppure si tende a ricomprendere nella definizione concetti più articolati. Prima di avviare un discorso è bene creare una base comune legata ai significati da attribuire ai singoli termini – come viene fatto da qualunque disciplina, dalla filosofia alla fisica – ed è fondamentale per non fare confusione durante il discorso attribuendo a dei termini significati impropri o errati. 
Dunque dobbiamo trovare una definizione comune di quest’emozione, e in questo la psicologia è sicuramente un valido alleato. 

Innanzitutto la paura fa parte delle cosiddette emozioni primarie o di base, non esiste un’unica classificazione e a seconda del teorico ve ne sono diverse. 
Le più note sono quelle individuate da Paul Ekman (la cui teoria è stata resa celebre dalla serie TV Lie to me, o anche dal film d’animazione Inside out). 
Per Ekman esistono sei emozioni primarie (paura, rabbia, gioia, tristezza, disgusto e sorpresa), le quali sono espresse in modo innato e comune in tutti gli esseri umani. E dalle combinazioni di queste si hanno costrutti emozionali più complessi o emozioni secondarie (ad esempio la vergogna, la nostalgia, il rimorso). 

EMOTICONS: uno strumento di comunicazione alternativo

Il 3 Aprile del 1973 Martin Cooper fece la sua prima telefonata da un dispositivo di telefonia mobile, fondamentalmente un mattone lego nero delle dimensioni di un tostapane (dell’epoca).

Da allora la telefonia mobile ha fatto passi da gigante, fino ad arrivare ai moderni smartphones. Tuttavia una delle innovazioni più grandi apportate dal sistema di telefonia mobile è stato il sistema di messaggistica inizialmente implementato nei telefoni cellulare tramite i messaggi SMS (Short Message Service).
Questa invenzione e l’inserimento nei sistemi dei telefoni cellulari ha, nel tempo, completamente modificato la comunicazione mediata. Non è però qui che vorrei discutere di questa invenzione e di tutte le conseguenze che ha portato (in oltre non avrei neanche le competenze per farlo). Vorrei invece soffermarmi ad analizzare quello che, di fatto, è stato un “effetto collaterale” della nascita degli SMS: la nascita delle emoticons.

Comunicazione pubblicitaria e genere. Le campagne di comunicazione sociale e pubblicitarie contro la violenza e gli stereotipi di genere – Sveva Magaraggia

Lo studio prende poi in considerazione alcune cause della violenza di genere, prima fra tutte l’esistenza di modelli di maschilità egemonica. Viene ben spiegato, infatti, come la violenza non debba essere semplicemente associata a momenti di “follia”, a raptus, perdite di controllo, malattie mentali di ogni sorta, bensì come la causa di molta violenza vada ricercata nella normalità. Nella normalità di una maschilità obbligata, stretta, soffocante, una maschilità che non ammette nulla di diverso dalla versione idealizzata, forte – e anche un po’ violenta – di se stessa.
La ricerca sottolinea quindi come ci sia bisogno di lavorare sul maschile per risolvere i problemi sofferti dal femminile, come sia necessario che l’uomo, il maschio, entri a far parte di questo discorso, sia chiamato in causa, possa essere visto e vedersi, riflettere. Lo studio si concentra infatti, come dice il titolo, sulle rappresentazioni pubblicitarie a scopo commerciale e sociale della violenza contro le donne e degli stereotipi di genere. Ci terrei ora a parlare soprattutto delle campagne sociali.

MEDIA: teoria ipodermica - effetti forti e diretti

Giornalisti e commentatori profani si soffermano spesso sui possibili effetti dannosi dei pervasivi social media e dei media digitali in generale. Parlano con cognizione di causa o si lanciano in allarmismi inutili? I media come influenzano il nostro comportamento e la nostra percezione della realtà? Ci fanno davvero “male”? Per rispondere a queste domande mi piacerebbe iniziare oggi un percorso che durerà qualche settimana: vorrei infatti esplorare con voi una parte piuttosto rilevante dei media studies, ovvero le teorie sugli effetti dei media.
[...]
La teoria ipodermica è una teoria pessimistica che ha fortemente influenzato il dibattito sui media, sino ai giorni nostri: non è raro infatti che personaggi pubblici di ogni sorta descrivano scenari apocalittici e affibbino la colpa di ogni nefandezza umana agli strumenti digitali.

FILTER BUBBLE EFFECT: gli effetti della personalizzazione online

La “bolla di filtraggio” è il risultato del sistema di personalizzazione dei risultati di ricerche su siti che registrano la storia del comportamento dell’utente. Questi siti sono in grado di utilizzare informazioni sull’utente (come posizione, click precedenti, ricerche passate) per scegliere selettivamente, tra tutte le risposte, quelle che vorrà vedere l’utente stesso. L’effetto è di escluderlo da informazioni che sono in contrasto con il suo punto di vista, isolandolo in tal modo nella sua bolla culturale o ideologica. Esempi importanti sono la ricerca personalizzata di Google e le notizie personalizzate di Facebook. Il termine è stato coniato dall’attivista internet Eli Pariser nel suo libro “The Filter Bubble: What the Internet Is Hiding from You”, secondo cui gli utenti vengono esposti di meno a punti di vista conflittuali e sono isolati intellettualmente nella propria bolla di informazioni.

Dopo questa spiegazione introduttiva, per cui ringrazio Wikipedia, vorrei illustrarvi in breve modalità e conseguenze di questo sistema.

ANTI-ABORTION LAW IN ALABAMA

Martedì 14 maggio 2019, il Senato dell’Alabama ha approvato, con 25 voti favorevoli e 6 contrari, un progetto di legge che uccide completamente il diritto di scelta di una donna: no all’aborto. In ogni caso. O meglio, con una sola eccezione, ovvero quando la vita della madre è a rischio (e ci mancherebbe altro!). Ci tengo a farvi notare che l’aborto non è consentito nemmeno in caso di stupro.
Qual è la pena prevista per i dottori che trasgrediranno la legge? Potrebbero scontare fino a 99 anni di carcere. Insomma, una pena potenzialmente ben superiore a quella inflitta allo stesso stupratore.

NEWSMAKING: il mito dell’obiettivà giornalistica

Oggi parleremo di newsmaking, ovvero dei processi di produzione delle “notizie“, e cercheremo di capire come nulla di ciò che leggiamo/vediamo/sentiamo sia mai neutro e neutrale.

L’intero percorso di una notizia, dalla raccolta alla presentazione, è sottoposto a una distorsione involontaria (il cosiddetto unwitting bias), causata dalle routine interne alle organizzazioni dei media e dalle linee editoriali-politiche delle varie testate. [...]

DEMOCRAZIA TROPPO DEMOCRATICA: l'arroganza di un popolino che non sa tacere

Titolo impegnativo, eh? Forse anche un po' presuntuoso, disturbante, irritante. Esagerato?
Non lo so, oggi sono in vena particolarmente critica. Sono uscita da poco da una lezione di economia e un aneddoto raccontato dal prof mi ha messa sul piede di guerra: durante una conferenza organizzata dal comune (non specifico la città, non è importante) lui ha spiegato il funzionamento di alcune leggi, tassazioni, meccanismi economici al pubblico; al termine del suo discorso un signore ha alzato la mano e ha ribattuto dicendo: "Guardi, secondo me Lei sta sbagliando". Poi si è lanciato in un infinito elenco di motivazioni per cui le affermazioni del prof sarebbero state cazzate. In questa lunga lista ovviamente non c'era un solo punto valido, erano solo luoghi comuni e slogan ripetuti a pappagallo.

Da qui nasce la mia riflessione di oggi, che può essere riassunta con una sola domanda: ma quanto siamo diventati arroganti?

Iscriviti alla nostra Newsletter:

Contatti

EMAIL

info.vcuc@gmail.com

Seguici


Licenza Creative Commons
Vuoi conoscere un casino? blog di VCUC è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso https://www.vuoiconoscereuncasino.it/contatti/.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. I contenuti e le immagini sono stati utilizzati senza scopo di lucro ai soli fini divulgativi ed appartengono ai loro proprietari. Pertanto la loro pubblicazione totale o parziale non intende violare alcun copyright e non avviene a scopo di lucro. Qualora i rispettivi Autori si sentano lesi nei propri diritti, sono pregati di contattarci e in seguito provvederemo a rimuovere il materiale in questione.