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Recensioni

VCUC: recensione emotivamente coinvolta

Ultimi Articoli

Evento

REVIEW PARTY: Guida turistica per sognatori di Alessandro Ricci

Guida turistica per sognatori è una raccolta di racconti dedicata alle avventure del famoso esploratore Eugene De Lollis, ormai misteriosamente scomparso da tempo. Il libro inizia con il maggiordomo del celebre esploratore che ritrova il diario del suo padrone e decide così di raccontarci alcune tra le sue più strepitose avventure. Quello di Alessandro Ricci è un libro dedicato soprattutto alla natura e al mondo animale, infatti in ogni capitolo l’autore, parlandoci dei viaggi dell’esploratore, inventa brevi storie piuttosto fantasiose per rispondere a varie domande riguardanti alcune specie di animali: perché gli elefanti hanno paura dei topolini? perché i pinguini non volano? perché le rondini inseguono la primavera?  [...]

Serie TV

RECENSIONE SERIE TV: Lucifer stagione 5b (Netflix)

Dopo un anno, eccoci di nuovo a parlare di Lucifer!

Vorrei incominciare questa mia recensione mettendo bene in chiaro che personalmente mi è piaciuta la stagione 5b di Lucifer, al tempo stesso, però, devo dire che mi aspettavo qualcosa di più. Si sa che, purtroppo, spesso le serie tv sono tirate troppo per le lunghe, con il rischio di trasformare un ottimo prodotto in qualcosa di piuttosto insulso. E questa è, sfortunatamente, la piega che sta prendendo anche Lucifer. Da quello che ho capito navigando un po’ su Internet, Netflix ha deciso di rinnovare la serie per una sesta stagione in maniera del tutto inaspettata proprio mentre il cast si stava preparando per terminare il tutto con la quinta stagione; questo ha, ovviamente, costretto gli sceneggiatori a diluire ciò che rimaneva ancora da raccontare, aggiungendo episodi filler e utilizzando altre strategie per allungare la salsa. [...]

Recensioni emergenti

RECENSIONE: Mind the gap di Luisa Multinu

[...] Ida mi ha fatto soffrire insieme a lei, perché lei possiede la meravigliosa incoscienza della gioventù, ma io temo che a volte l’ostinazione non basti: l’ottimismo a tutti i costi, quello secondo il quale se si desidera qualcosa e lo si persegue con tutte le proprie forze, prima o poi lo si ottiene, è ingannevole. È necessario impegnarsi al massimo nel perseguire i propri obbiettivi, certo, ma anche essere pronti ad accettare l’insuccesso, e rivolgere il proprio sguardo altrove senza accollarci colpe che non abbiamo; come nello sport, si può uscire dal campo sconfitti ma a testa alta, nella consapevolezza di “avere dato tutto”, con determinazione e lealtà: perché a volte il mondo sa essere ostile e garanzie non ne esistono, nemmeno per la persona più titolata, nemmeno per quella più disposta a lavorare senza risparmiarsi, come Ida. [...]

Recensione

RECENSIONE: The Last Hours – La catena di ferro di Cassandra Clare

La catena di ferro è il secondo capitolo della trilogia The Last Hours, la nuova serie di Cassandra Clare incentrata sulla storia di Cordelia Carstairs, James e Lucie Herondale. Se già avevo adorato il primo libro della trilogia, La catena d’oro, questo secondo romanzo l’ho amato ancora di più.

Il primo punto forte di The Last Hours è sicuramente l’ambientazione, senza ombra di dubbio la Londra di inizio ‘900 diffonde un fascino straordinario: carrozze, abiti elegantissimi e variopinti, balli e feste in sontuose sale… La Clare ha prestato moltissima attenzione a ogni singolo dettaglio relativo all’ambientazione e devo dire che è stata magistrale nel ricreare atmosfere incantate. [...]

Recensione

RECENSIONE: Le rivali di Paola Calvetti

[...] In questo libro non si parla in alcun modo di solidarietà femminile, anzi, si mettono in luce anni di lotte, pettegolezzi cattivi, insulti, odio soffiato e sputato contro l’avversaria per eccellenza. La nemesi. Queste dieci storie – che poi, appunto, sono cinque – e queste dieci donne – che poi, appunto, sono cinque figure allo specchio – sono accomunate da un sentimento di disprezzo e dalla paura di perdere il proprio piedistallo. Tutte le protagoniste sono eccezionali, e spesso anche eccezionalmente narcisiste, vanitose, incapaci di accettare la sconfitta. Ma non è proprio questo atteggiamento, in fondo, che ha permesso loro di diventare delle celebrità e di riaffermare negli anni il loro valore? Insomma, questo libro getta una nuova prospettiva sul successo e sulla strada per arrivarci e mantenerlo: la cooperazione è bella, ma la rivalità è molto più interessante (e forse più produttiva – almeno dal punto di vista delle protagoniste…). [...]

Recensione

RECENSIONE: Oltrebosco di Lorenzo Bosisio

Il romanzo è piuttosto breve (circa 190 pagine) e nei vari capitoli si alternano le vicende di due ragazzi: uno “sconosciuto” perso in un bosco infinito e Paolo, un adolescente rabbioso che odia il suo mondo.

Lo stile dell’autore mi ha colpita molto fin dalla prima pagina e ho apprezzato soprattutto la sua capacità di caratterizzare in modo distinto le due ambientazioni: la parte che si svolge nel bosco è più accurata e descrittiva, si sofferma sui dettagli; la parte di Paolo (nel mondo “normale e quotidiano”) è, invece, più rapida e immediata, più moderna e in un certo senso insofferente. Lo stile, insomma, si adatta alla perfezione alle due diverse situazioni e rispecchia gli atteggiamenti dei protagonisti. [...]

Recensione

REVIEW PARTY: Di mondi diversi e anime affini di Raissa & Momo

[...] Il tema principale intorno a cui si sviluppa il libro è, ovviamente, il razzismo, che è un male silenzioso che avvolge persone e luoghi. C’è il razzismo urlato, violento, di chi grida “sporco n*gro” per strada e di chi chiama “terroristi” tutti i musulmani, ma c’è anche il razzismo velato, quello che non ti picchia in testa ma ti avvelena piano piano: è il razzismo di chi per la figlia non vorrebbe mai un compagno “straniero”. Per fortuna questa malattia può essere curata e la conoscenza è la cura di ogni ignoranza. Dove c’è contatto, interazione, relazione sparisce l’odio e si afferma il rispetto. [...]

Classici

RECENSIONE: Lettres persanes di Montesquieu

[...] I due stranieri sono Rica e Usbek: giovane, scherzoso e curioso del mondo il primo; più adulto e contraddittorio il secondo. I due si trovano immersi nell’universo parigino del tempo, con uno spazio e una società completamente diversi dalle loro origini. Se la diversità sembra divertire molto Rica, Usbek ne rimane invece turbato. Personalmente ho preferito di gran lunga Rica come guida tra le pagine, tra le usanze e i costumi europei, perché le sua considerazioni sulla Francia e sui francesi sono spesso ironiche, allegre, prende in giro gli abitanti del Paese con un sorrisone sulle labbra; non risparmia commenti pungenti o stupefatti, ma il suo tono pare sempre giocoso, non violento. Usbek, al contrario, incarna una forma di “egocentrismo” mascherato da cosmopolitismo di facciata [...]

Articolo

Con o senza recitina? Quando la pubblicità viola la massima di quantità.

[...] Oggi ci soffermiamo in particolare sulla violazione della massima di quantità, che recita quanto segue: dai un contributo tanto informativo quanto richiesto; non dire né più né meno di quanto serva.
Il consumatore davanti a un contenuto pubblicitario si aspetta che il parlante (l’azienda emittente del messaggio) rispetti questo stesso principio. “Se me lo sta dicendo, evidentemente è importante”, pensa. Così quando su una confezione o in uno spot pubblicitario troviamo scritto “con recitina” (eccola, è arrivata!), subito diamo per scontato che – visto che il produttore ci tiene a farci sapere che questa sostanza è contenuta nel suo prodotto – la recitina sia un’aggiunta salutare per noi e scegliamo il prodotto che la contiene. Se però proviamo a cercarla su Google non troviamo nulla su questa sostanza: il vuoto totale. Perché? Beh, semplicemente perché la recitina non esiste. [...]

Serie tv + attualità

Polizia e razzismo: Chicago PD e Law & Order SVU

[...] Una serie di lunghe peripezie sono l’occasione perfetta per portare alla nostra attenzione tanti timori e tanta rabbia che i personaggi – e gli stessi spettatori americani, suppongo – si tenevano dentro: Ruzek può in qualche modo prendersi parte della colpa delle azioni di poliziotti bianchi e razzisti solo perché è bianco? La comunità nera può ritenere qualunque poliziotto bianco almeno in parte responsabile? E sono tutti razzisti? E uno come Rusek – che, lo sa pure Atwater, poco ma sicuro non è razzista nemmeno un po’ – cosa dovrebbe fare per stare nel giusto? La colpa dei padri ricade sui figli? (O, in questo caso, forse è meglio dire: la colpa della nostra comunità ricade su ognuno di noi?). L’accesa discussione tra i due amici – Adam e Kevin – è sconvolgente al punto giusto, struggente, vera. [...]

Film

RECENSIONE: Words on Bathroom Walls (Quello che tu non vedi)

[...] La componente vincente del film è sicuramente l’attore protagonista, Charlie Plummer, che riesce a raccontare ogni emozioni di Adam alla perfezione: è un personaggio sofferente, non ancora completamente disilluso, con tratti di speranza combinati con rabbia adolescenziale amplificata dalla schizofrenia; vuole sembrare normale ed essere accettato ma teme al contempo di perdere una parte di sé. Ho apprezzato molto il tentativo di rappresentare il conflitto provocato dal desiderio di “essere come gli altri” – che in questo caso vuol anche dire “stare bene” e “tenere se stesso e gli altri al sicuro”, non è certo solo una questione di conformismo, anzi – con la paura di dover cancellare tratti della propria identità, di dover abbandonare i propri sogni. [...]

Recensione

RECENSIONE: Elena di Sparta di Loreta Minutilli

[...] Il senso di questo libro sta tutto in una parola: raccontare. Perché raccontare permette di dare ordine agli eventi, di spiegarli, di organizzarli, di capire il mondo. Una corrente della semiotica sostiene che la nostra mente sia caratterizzata da un forte bisogno narrativo che permea ogni istante della nostra vita: esperiamo tutto come se fossimo in un racconto, solo così – come sequenza di eventi narrati, come sequenza di prima, poi, dopo, infine, allora… – possiamo comprendere, ricordare, riferire. Se non sapessimo narrare forse nemmeno sapremmo pensare, né tantomeno comunicare. [...]
Ma per narrare una storia serve qualcuno che l’ascolti, ed Elena non ha nessuno disposto ad ascoltarla.  [...]

Recensione

RECENSIONE: Terapia di coppia per amanti di Diego De Silva

[...] Superficialmente Terapia di coppia per amanti può apparire come un piacevole ma leggero romanzo da divorare in poche ore (ed in effetti si fa divorare in poche ore); tuttavia, dedicando un po’ più di attenzione alle pagine di Diego De Silva, si possono scorgere prospettive interessanti sulle relazioni di coppia: cosa significare davvero essere amanti? È tutta una questione di scopate? È possibile separare sesso e sentimenti in due compartimenti stagni? Quando passi tanto tempo con una persona, parli, ti racconti, ti confidi, condividi momenti ed emozioni… non è che a un certo punto smetti di scopare e inizi a fare l’amore? 
Vi invito a leggere Terapia di coppia per amanti per scoprirlo.

Recensione

RECENSIONE: L’arte di restare a galla di Valentina Ferrari

La Ever Laurel era una nave cargo che, nel 1992, salpò da Hong Kong per raggiungere Tacoma. Uno dei contener trasportava circa 28.800 animaletti di gomma (quindi non c’erano solo paperelle, ma tutti ci ricordiamo solo delle paperelle). A causa di una tempesta, il contener si rovesciò in mare e le 28.800 paperelle (ma come abbiamo detto in realtà non c’erano solo papere) si dispersero in mare. E visto che erano paperelle di gomma, non affondarono, bensì rimasero a galla… [...]

Un ottimo esordio: attuale, piacevole, sincero.

Serie TV

BRIDGERTON: tra cast multietnico, patriarcato e un romanzo di bassa qualità

"Un altro tema che vorrei portare alla vostra attenzione è il controllo del corpo femminile che pervade le culture patriarcali. [...] Certamente il patriarcato si fa ben vedere già da questa semplice premessa… Tuttavia credo che Bridgerton riesca a mettere ben in luce anche un’altra componente della cultura patriarcale, vale a dire come l’ignoranza intorno a tutte le pratiche sessuali, affettive, di relazione con il proprio e altrui corpo – ignoranza in cui le donne per secoli sono state costrittivamente tenute – si traduca nell’impossibilità di prendere decisioni autonome, di decidere per se stesse. Le donne sono state, in breve, in totale balia delle decisioni di uomini, anche per quello che di più “nostro” pensiamo di avere, ovvero il corpo."

Recensione

RECENSIONE: Donne dell’anima mia di Isabel Allende

[...] Isabel Allende ripercorre qualche aneddoto della sua vita, introducendo i membri della sua famiglia, tutti coloro che in un modo o nell’altro l’hanno spinta a diventare femminista fin da bambina [...] A questi racconti si intrecciano parole come patriarcato, violenza di genere, aborto… Tutto, però, rimane lì, sospeso, senza alcuna volontà da parte dell’autrice di scavare nel profondo, di indagare le origini, le cause, le soluzioni del sistema patriarcale. Credo, e questo è un mio parere, che oggi più che mai sia necessario affrontare questi temi con grande intelligenza, esplorando la complessità del reale senza rifuggirla: il mondo non è bianco e nero, e cercare di rappresentarlo come tale rischia solo di nuocere a una causa sacrosanta come il femminismo. [...]

Attualità

Giuditta decapita Oloferne: stupro e stato dell’arte

In questo articolo partiamo dalla storia di Artemisia Gentileschi, in particolare dal suo quadro Giuditta e Oloferne, per poi affrontare in modo più ampio il tema dello stupro.

"Lo stupro non ha a che fare con il sesso, non deriva mai da una voglia di piacere, bensì è un atto di forza, mai dettato dalla sessualità. Non si stupra una donna perché “si ha voglia di scopare”, bensì si stupra una donna per affermare il proprio potere, si stupra una donna perché quest’ultima in qualche modo non vuole piegarsi e farsi sottomettere. Lo stupro è oggi un’aberrazione comportamentale che deriva dall’incapacità di accettare una figura femminile che si oppone, che si nega, che non si piega."

Arte

DIARIO VCUC: tre opere dagli Uffizi di Firenze…

Quest’estate io ed Emme siamo stati nella bella (e al tempo fin troppo calda) città di Firenze, una delle culle dell’arte italiana. Vi abbiamo già parlato del nostro soggiorno QUI [...] Oggi – a distanza di diversi mesi, lo sappiamo… ma abbiamo dovuto preparare gli esame e la sottoscritta ha finito la tesi – vorremo invece parlarvi nello specifico delle opere d’arte custodite a Firenze che più abbiamo apprezzato e che ci hanno emozionati.
In questo post ci focalizziamo su tre dipinti (in realtà due singoli + una serie) conservati agli Uffizi; nelle prossime settimane invece approfondiremo tematiche contemporanee (come lo stupro) a partire da alcune opere che abbiamo ammirato a Firenze…

English

REVIEW: History is all you left me by Adam Silvera

"Theo McIntyre is the sun that lights up everyone’s life: he’s smart and imaginative, he’s gentle and he always tries to be nice. He’s a very talented boy who has a bright future ahead of him… Until it gets dark and Theo doesn’t exist anymore. Here we start reading, at this point of the story: Theo is dead and Griffin, his best friend and also ex boyfriend, is in deep grief and doesn’t really know if he could bear going to his love’s funeral.
[...]
As always, Adam Silvera deals with a delicate topic, but one which needs to be faced: in this case, it’s death. Or, better said, what death leaves behind, that is to say grief and pain."

Classici

RECENSIONE: Niebla di Miguel de Unamuno

"Niebla è un romanzo strano – particolare nei modi, nella trama, nei personaggi, nei dialoghi e nella conclusione – ma anche molto piacevole da leggere: Augusto è un personaggio che affascina, che nella sua passività e successiva drammaticità cattura il lettore (un po’ come Zeno Cosini, almeno a mio parere…); la voce di Unamuno poi, che parla attraverso i suoi personaggi, arricchisce il tutto con numerose domande esistenziali, alle quali il lettore è invitato a cercare una risposta… che forse, però, non troverà mai."

Recensione

RECENSIONE: Circe di Madeline Miller

"Nonostante tutte le difficoltà che ha dovuto affrontare, Circe si è sempre rialzata e ha sempre tirato fuori un coraggio da leonessa anche nei momenti più ardui e contro gli avversari più temibili. La figlia di Elios è stata denigrata, abbandonata, chiamata sciocca e inutile, violentata nel corpo e nell’animo, eppure non si mai lasciata andare. È una titana, è figlia del Sole, ma prima di tutto è una donna che ha combattuto per la sua sopravvivenza e quella dei suoi (pochi) cari, che si è fatta da sola, che ha avuto la pazienza di lavorare fino allo sfinimento per imparare cose che non avrebbe mai pensato di poter apprendere."

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