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Libri

RECENSIONE: Morte in scena a Vienna di Beate Maly

La struttura di Morte in scena a Vienna, secondo romanzo giallo di Beate Maly ambientato nell’Austria degli anni Venti, è molto simile a quella del primo volume, Omicidio al Grand Hoteldopo una scena d’apertura che si svolge diversi anni prima degli eventi principalila storia si sposta sulla frizzantissima protagonista, Ernestine Kirsch, insegnante di latino in pensione, che ancora una volta ha ricevuto in regalo dai ricchi signori Rosenstein (al cui figlio dà ripetizioni) un paio di biglietti speciali. Questa volta per una serata a teatro. Infatti Ernestine, oltre ad amare ballare, adora anche l’operetta e la sua attrice preferita è Hermine Egger, che interpreta la protagonista dello spettacolo in questione. Come nel primo libro, i biglietti sono un pretesto per spostare Ernestine e il suo fedele amico Anton – che non sa dirle di no e l’accompagna ovunque – nella cerchia dell’alta società, dove nobili, imprenditori, attrici e militari nascondono i loro oscuri segreti sotto una facciata di perbenismo. L’ambiente perfetto per una donna curiosa come la protagonista, che da questi incontri non rimane mai delusa: un morto ci scappa sempre. […]

Femminismo

COMMENTO: Elogio del margine di bell hooks e Scrivere al buio di Maria Nadotti

Dopo averla vista citata in parecchi corsi universitari, ho finalmente deciso di provare a conoscerla meglio attraverso i suoi scritti: bell hooks (pseudonimo rigorosamente minuscolo) è stata una scrittrice e attivista femminista di grande rilievo, una delle prime a parlare di intersezionalità di razza, genere e classe sociale – questione che riassume nelle densa locuzione di “patriarcato capitalista suprematista bianco”.

Questo libro si divide in due sezione.
La prima, Elogio del margine, è una raccolta di una manciata di brevi saggi su violenza razzista e sessista, politica, media ed estetica nera. Per hooks il margine è “la casa all’epoca della segregazione razziale, governata dalle donne nere come luogo di protezione dalla violenza razzista e di sviluppo di un senso del bello diverso dalla ‘grande arte’ dei bianchi”. I capitoli che ho trovato più interessanti sono proprio quelli dedicati allo spazio domestico come luogo di resistenza.

La seconda parte, Scrivere al buio, è invece una lunga intervista a bell hooks condotta da Maria Nadotti (che è anche la traduttrice della raccolta), in cui l’attivista riflette sugli argomenti a lei più cari partendo dalla sua storia personale. E così si parla di gruppi di autocoscienza, femminismo bianco e nero, di attivismo fortemente politico e pubblico, di scrittura e molto altro. […]

Cultura e società

COMMENTO: L’Italia ha paura del mare di Francesco Maselli

Credo che il modo migliore per descrivere questo libro sia proprio “reportage”, più che saggio o altro, perché Maselli è continuamente in viaggio, si sposta per la penisola interrogando imprenditori del mare, esponenti della marina militare e mercantile, marinai e abitanti dei luoghi, chiede delle tradizioni come la tonnara e raccoglie il punto di vista e le esperienze delle persone.

Nella prima parte dell’opera ci porta in alcuni territori affacciati sul mare ma che con il mare cercano di avere a che fare il meno possibile, con abitanti che da sempre con quella distesa d’acqua salata non hanno una bella relazione e con tradizioni che rispecchiamento questa inamicizia – un semplice esempio è la mancanza di piatti di pesce nella cultura culinaria di molte zone. Dalla Campania alla Sicilia, fino alla Sardegna: questi primi capitoli toccano il Sud e le Isole, con qualche accenno storico. Ammetto di averli trovati interessanti solo a tratti, come quando per diverse pagine vengono approfondite le tonnare.

Mi sono piaciuti di più i capitoli successivi, in cui racconta il particolare rapporto tra città “marinare” come Genova e Venezia con il Mediterraneo, e soprattutto la descrizione dei veneziani come “uomini di laguna” e non “di mare”.[…]

Libri

RECENSIONE: When We Collided di Emery Lord

[…] Partiamo prima di tutto dai protagonisti, Vivi e Jonah. Entrambi hanno 17 anni e nonostante la loro giovane età hanno già vissuto e stanno tuttora vivendo momenti molto difficili: il padre di Jonah è morto circa 6 mesi prima l’inizio del libro, e da allora sua madre è piombata in una grave depressione, costringendo il ragazzo a occuparsi della casa, del ristorante di cui il padre era proprietario e dei suoi fratelli minori; anche Vivi viene da un periodo molto buio e, nonostante il suo apparente costante buonumore, in realtà nasconde grandi fragilità.
Tra i due protagonisti, nonché narratori, ho preferito sicuramente Jonah, infatti – pur non avendomi conquistata – devo dire di aver apprezzato la sua dolcezza, la sua bontà e il suo sconfinato altruismo. Vivi, al contrario, mi ha profondamente irritata: è fin troppo esuberante per i miei gusti, spesso infantile nei modi di fare e brusca con Jonah. Secondo me il rapporto tra i due si è sviluppato troppo in fretta, ho fatto fatica a capire perché si siano innamorati. Ho percepito la loro relazione più come un’inevitabile attrazione dovuta alle circostanze che non come un amore consapevole. […]

Libri

RECENSIONE: Il calice degli dei di Rick Riordan

Dopo 14 anni dall’uscita dell’ultimo capitolo della saga Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo, Rick Riordan torna a deliziarci con una nuova impresa che vede protagonisti i nostri tre eroi preferiti, ovvero Percy, Annabeth e Grover.

Percy, ormai quasi diciottenne, è pronto ad affrontare un nuovo capitolo della sua vita: andare all’Università di Nuova Roma insieme ad Annabeth. Gli viene però comunicato che, in quanto figlio proibito di Poseidone, per essere ammesso deve prima riuscire a portare a termine tre imprese su richiesta di tre diverse divinità. In questo primo capitolo di quella che sarà una trilogia, a Percy viene affidato il compito di recuperare il calice di Ganimede, cioè una coppa magica capace di trasformare in immortale chiunque la usi per bere, coppa che è stata rubata. Con questo libro Riordan torna alle origini, non solo perché al centro ritroviamo il trio di partenza, ma anche per il tipo di impresa da compiere che ricorda molto quella de Il ladro di fulmini, ovvero la ricerca di un oggetto divino scomparso.
Come sempre la scrittura di Riordan è ottima: dinamica, coinvolgente, ironica. Ho apprezzato molto la decisone dell’autore di riportarci nella testa di Percy con una narrazione in prima persona, che risulta quindi essere ancora più appassionante e divertente; come sempre la “stupidaggine” di alcuni pensieri di Percy mi ha strappato più di un sorriso. […]

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Attualità

RECENSIONE: L’incendio di Cecilia Sala

Premessa: ho letto questo libro quando è uscito, a settembre 2023, quindi ormai sei mesi fa. È un testo molto interessante ma anche molto legato all’attualità, per questo alcuni elementi “invecchiano” piuttosto in fretta; tuttavia, anche se so che oggi il focus internazionale si è in parte allontano da questi temi, mi sento di consigliarne comunque la lettura, poiché – nonostante alcune notizie siano ormai datate – le testimonianze che porta non hanno una scadenza, ma anzi rimangono sempre di grande valore.

In questo reportage la giornalista Cecilia Sala racconta di una generazione che, pur vivendo in tre diversi Stati, si trova legata da un fil rouge: i protagonisti sono infatti quei ragazzi e quelle ragazze che oggi hanno tra i venti e i trent’anni in Ucraina, Iran e Afghanistan e che, in modi diversi, si ritrovano ad affrontare una “rivoluzione”. Sono loro che hanno tra le mani il futuro del proprio Paese.
L’autrice riprende molte delle storie che ha raccolto nei suoi viaggi e che ha già proposto nel podcast Stories, che seguo; per questo in alcuni casi ho avuto un po’ una sensazione di già visto, problema che ovviamente non si pone per chi non ascolta la serie. Lo stile narrativo è molto simile a quello che usa sempre: chiaro, crudo, diretto, breve. Spiccio, ma d’impatto. A me piace molto, colpisce nel segno. […]

English

REVIEW: Icebreaker by Hannah Grace

[…] Let’s start with the two protagonists, that is to say the ice skater Anastasia Allen and the captain of the hockey team Nate Hawkins.
She is – as Nate would say – a force of nature: Anastasia is a dreamer, but one who keeps her feet on the ground. She knows that to become a great ice skater she has to work really hard; she is extremely well-organized, super focused on her goals and she always gives her best. She’s passionate, strong, but also a bit stubborn and bossy. She practises an individual sport (it doesn’t really matter that she has a skating partner), so she is used to relying only on herself.
Nate shares the same kind of passion, but has a different approach to life. He’s – as Anastasia describes him – a fixer and a protector. He feels that he’s responsible for his whole team and therefore he acts like a big brother to them; he’s always willing to help and he would never leave anyone he loves behind.
I really liked how the author highlighted the differences and the similaties between Nate and Stassie throughout the book, and how important it was for Nate himself to understand them. […]

Libri

RECENSIONE: Un principessa per due re di Philippa Gregory

[…] Questo romanzo non si focalizza molto sugli avvenimenti storici, quanto piuttosto su come li vive la stessa Elisabetta, costretta a un matrimonio senza amore con un uomo che considera suo nemico, e immersa in un ambiente che continua a tramare rivolte e cambi di vertice.
Elisabetta sposa il re, viene incoronata regina, partorisce il futuro re, principi e principesse reali… eppure continua a rimanere impotente, inascoltata quando avrebbe consigli utili da dare al marito, ignorata o addirittura guardata con sospetto. La principale ragione di questa sua estromissione forzata da ogni forma di potere è la madre del re, Margaret Beaufort, una donna fredda, calcolatrice, fervente religiosa che non vede né sente altra ragione se non la propria. Lei vuole a tutti i costi essere la donna più importante del regno e non lascia alla nuora alcuno spiraglio per emergere.
Ho apprezzato molto che l’autrice abbia deciso di raccontare la storia attraverso le vicende e le macchinazioni delle donne che sono state intorno e contro Henry VII: sua madre, sua moglie, sua suocera e infine la moglie del suo nemico, di cui si innamora. […]

Il paziente di Juan Gomez-Jurado, foto dell'ebook
Libri

RECENSIONE: Sarai il mio amante di Eleanor Rigby

Ho conosciuto le sorelle Marsden nel primo romanzo della serie Accordi Indecenti, dal titolo Sarai la mia sposa, la cui trama gira intorno a Florence, l’esuberante e ribelle gemella di Frances, protagonista di questo secondo volume. La nuova “eroina” è altrettanto anticonformista, se non a tratti addirittura sovversiva: alcuni anni prima delle vicende qui narrate, è scappata per sposare un uomo povero e senza titoli, del quale non era nemmeno innamorata ma che sapeva assolutamente come toccarla nei punti giusti… Insomma, non una fuga d’amore bensì una fuga “di passione”. In seguito allo scandalo – e alla morte di lui – è stata costretta a passare diverso tempo “in esilio” a casa di una vecchia e malaticcia prozia irlandese. A Frances i costumi e le regole della buona società sono sempre andati stretti, e ha dunque cercato di sfidarli e liberarsene. […]

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Libri

COMMENTO: Every Summer After – Un’estate dopo l’altra di Carley Fortune

“Every Summer After” mi ha ricordato molto “The Summer I Turned Pretty” per trama, personaggi e atmosfere.
Qui il “luogo felice” della protagonista è una casa al lago (e non al mare), dove trascorre molte estati della sua adolescenza in compagnia dei due ragazzi che vivono nella baita accanto.
Persefone Fraser (Percy per gli amici) è una ragazzina un po’ insicura con una grande passione per l’horror e la scrittura; i due fratelli Florek invece sono molto diversi tra loro: Charlie, il maggiore, è bellissimo e un po’ strafottente; Sam, il minore, è un intellettuale abbastanza impacciato ma ricco di sorprese. Tra incredibili traversate del lago, serate trascorse a lavorare nel ristorante di mamma Sue Florek e maratone di film dell’orrore, tra Percy e Sam nasce un’amicizia profondissima che si trasforma piano piano in qualcosa di più… […]

libro "La leggenda degli Unici" di Alessandro Ricci con elementi da gioco di ruolo
Evento

REVIEW TOUR: I racconti di Elmoni – La leggenda degli Unici di Alessandro Ricci

[…] Ogni personaggio rappresenta un archetipo: la ragazza modello, lo svampito che è troppo immerso nel suo mondo dei sogni, il ragazzetto che non sa ancora chi è e cosa vuole diventare, il ragazzo che si protegge rivalendosi sugli altri; ognuno di loro con una famiglia altrettanto archetipica con genitori assenti, troppo presi a farsi la guerra tra loro, troppo protettivi, o troppo impegnati a fregiarsi dei successi dei figli. Il discorso è rivolto a un pubblico di ragazzi, ragazzi che non troverebbero difficolta a rispecchiarsi in quegli stereotipi e a rivedere amici, conoscenti, parenti.
Come dicevo il fulcro qui è il cammino dell’eroe, e la storia fantasy è tutta un pretesto per far crescere i protagonisti, permettergli di maturare, e di trovare una loro soluzione che potrebbe ispirare anche i giovani lettori, portarli a porsi delle domande, a risolvere ansie, insicurezze e paure, ad affrontare con uno sguardo nuovo i conflitti e a migliorarsi, come persone. Il messaggio è arrivato forte e chiaro (scusa Alessandro se non lo ho compreso e se nelle prime righe ti ho fatto venire un infarto), accompagnato anche da alcuni sottotesti “sociali” che sono stati colti e apprezzati, proprio per il modo con cui sono stati affrontati: chiaro, preciso, leggero ma non banalizzante. […]

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RECENSIONE: Omicidio al Grand Hotel di Beate Maly

Siamo in Austria all’inizio degli anni Venti e Ernestine Kirsch è un’insegnante in pensione che, per un inaspettato colpo di fortuna, si trova a partecipare a un esclusivo weekend di beneficienza sulle Alpi con incluse lezioni di tango. Appassionata di danza (anche se priva del minimo senso del ritmo e della grazia), Ernestine coglie l’occasione al volo, e anzi trascina con sé l‘amico di una vita, il farmacista Anton Böck.
Fin dal principio la protagonista si presenta come una novella Miss Marple: non più giovane, è però dotata di un eccezionale spirito di osservazione, di grande intuizione e della necessaria voglia di ficcare il naso nelle faccende altrui. Ed è proprio per questo che, quando uno dei ricchi ospiti del lussuoso Grand Hotel Panhans viene ucciso e la polizia non riesce ad arrivare sul luogo a causa di una tormenta di neve, Ernestine decide di prendere in mano il caso. Il povero Anton – come ogni buon Watson o Hastings che si rispetti – non può far altro che dar corda dall’esuberanza dell’amica, fornendo qua e là qualche goffo aiuto e gustandosi al meglio le ottime cene offerte dall’hotel. […]

Libri

RECENSIONE: In cerca di me di Sumaya Abdel Qader

La terza media sta per iniziare e la professoressa Maria (è il cognome, come chiarisce subito la protagonista) ha chiesto ai suoi alunni di scrivere un tema per raccontare se stessi e la propria famigliaQuesta richiesta manda Fairùz, voce narrante e personaggio principale di questo libro, un po’ nel pallone: come può spiegare la sua storia senza risultare troppo “strana”? Da dove partire? Cosa la definisce di più? Eh già, perché la sua identità non è chiarissima nemmeno a lei: italiana di origini arabe (il papà è giordano, la mamma palestinese ma nata in Kuwait…), musulmana, un po’ timida, il suo nome significa turchese (come il colore e la pietra), ha un fratello, due sorelle (una molto gentile, l’altra non troppo)… quali di questi elementi sono più importanti? Tutto il libro è un viaggio alla scoperta di se stessa, un percorso per rispondere alla domanda “chi sono io?”. […]

Sociologia

COMMENTO: Pentirsi di essere madri di Orna Donath

Questo libro riporta i risultati di un ricerca qualitativa condotta tramite interviste con madri che si definiscono “pentite”. Non credo abbia senso scrivere una vera e propria recensione di un saggio del genere, perciò mi limiterò a mettere in risalto alcuni punti che ritengo particolarmente rilevanti e che aiutano a riflettere sulla condizione di madre.

1. Le donne intervistate dalla sociologa Orna Donath sono pentite della maternità, non dei propri figli, ovvero: odiano lo stato di madri e preferirebbero non essere mai diventate madri, ma non odiano i propri figli. Può risultare difficile da comprendere, ma è importante. Per semplificare molto: vorrebbero che i figli non fossero mai nati e sarebbero contente se potessero farli sparire come per magia, ma non vorrebbero ucciderli. Non stiamo parlando di potenziali assassine, bensì di donne che non vogliono i figli che purtroppo hanno. […]

Libri

RECENSIONE: Love, Theoretically di Ali Hazelwood

Anche in questo romanzo non mancano i marchi di fabbrica di Ali Hazelwood: ambientazione nell’universo STEM, un protagonista maschile davvero enorme (e dal cuore di panna), una storia d’amore enemies-to-lovers coi fiocchi. Gli ingredienti ci sono tutti, e come sempre funzionano bene.

La protagonista di questo romanzo si chiama Elsie, è una professoressa di fisica a contratto e nella vita di tutti i giorni… arranca per stare a galla. In tutti i suoi libri l’autrice accenna alle difficoltà economiche di chi lavora nel mondo accademico, ma in questo volume ha deciso di trattare il tema in modo più esteso, sottolineando più volte la precarietà della condizione di Elsie e rendendo il suo personaggio una sorta di manifesto contro questa situazione. Lavoro a parte, la protagonista ha anche un’altra caratteristica piuttosto rilevante: non riesce a fare a meno di compiacere gli altri; è brava a leggere il “pubblico” che le sta di fronte e cerca sempre di dare agli altri la versione di lei che preferiscono. […]

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Libri

RECENSIONE: La catena di spine di Cassandra Clare

[…] Concentriamoci però ora sul capitolo finale della trilogia The Last Hours, degna conclusione di una saga che mi ha convinta pienamente fin dall’inizio. Un primo punto di forza del romanzo (e più in generale di tutta la trilogia) è la semplicità della trama: fin da subito la Clare ha costruito una storia chiara, ma non per questo noiosa o eccessivamente prevedibile. Ho apprezzato anche la scelta di mettere spesso al centro le relazioni tra i personaggi, infatti proprio come nei due precedenti romanzi anche in questo la scrittrice ci regala un’abbondante dose di romance… e a una romanticona come me ciò non può che piacere! […]

donna che legge l'agghiacciante caso del gatto nella minestra
Libri

RECENSIONE: Il mistero di Agatha Christie di Marie Benedict

Agatha Christie nel 1926 sparì per dieci giorni. Polizia, giornali e pubblico si mobilitarono per ritrovarla. La versione ufficiale dice che soffrì di amnesia e si allontanò da casa. La versione non ufficiale (ma poi non così improbabile) di Marie Benedict invece racconta di una donna geniale che mette in piedi un piano perfetto per incastrare e punire il terribile marito (per di più adultero) che per anni l’ha fatta soffrire. In questo romanzo l’autrice avanza una spiegazione che tiene conto di Agatha Christie come donna, ma anche e soprattutto come mente sopraffina in grado di creare le più brillanti trame poliziesche della storia del giallo. […]

bestiario sentimentale, raccolta racconti, autunno
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RECENSIONE: Brooklyn di Colm Tóibín

Enniscorthy, anni Cinquanta: in questa cittadina irlandese non c’è lavoro per nessuno, e Eilis Lacey non ha davanti a sé grandi prospettive per il futuro. È una giovane donna brava a far di conto, paziente e senza particolari guizzi nelle sue giornate. La sorella maggiore Rose, suo modello quasi irraggiungibile di perfezione, lavora come contabile, mentre i fratelli maschi sono tutti emigrati in Inghilterra per cercare lavoro. Per Eilis arriva però un’opportunità inaspettata: Padre Flood le ha trovato un posto di lavoro e un alloggio negli Stati Uniti. È arrivato il momento di partire e scoprire una nuova vita. […]

Cultura e società

Il Diario di Anna Frank è un falso? Faurisson dice di sì.

Le camere a gas non sono mai esistite; sei milioni di ebrei non sono mai morti – sono solo emigrati; il Diario di Anna Frank è un falso; l’Olocausto è un’invenzione dei sionisti. Queste sono alcune delle posizioni sostenute dagli autori “revisionisti” – come si descrivono loro – della Shoah. Per il resto del mondo sono semplicemente dei negazionisti (un po’ complottisti, perché dove c’è negazione il ricorso al complotto si rivela sempre necessario). Quest’anno per la Giornata della Memoria ho deciso di preparare un articolo un po’ diverso dal solito: non parleremo infatti di un romanzo a tema, bensì di un saggio – L’irritante questione delle camere a gas di Valentina Pisanty […]

Società

Fenomeno TOKENISMO: quando la politica usa i giovani come fantocci

[…] Nello stesso periodo ho, invece, visto i candidati delle altre liste in corsa per il mio comune (ma anche per altri paesi) e ho notato diversi nomi di giovani (e giovanissimi) che conoscevo. Ragazzi e ragazze che però non si erano mai attivati precedentemente per questioni politiche né sociali o civili. Addirittura ragazzi che, pur essendo in lista, non si sono mai pronunciati su alcun argomento perfino durante la stessa campagna elettorale. Insomma, sono stati dei fantasmi, nulla più di un nome su un foglio. Devo ammettere di aver apprezzato che la mia lista, dopo il mio rifiuto, non si sia messa disperatamente a cercare un “gggiovane” con cui sostituirmi, perché ai ragazzi e alle ragazze la politica deve dare spazio, ma non deve trasformarli in simboliche belle statuine da spendere solo in campagna elettorale… E dopo questa mia breve introduzione, passo la palla a Emme, che oggi vi spiega il fenomeno del tokenismo. […]

Serie tv e attualità

Polizia e razzismo: Chicago PD e Law & Order SVU

[…] Una serie di lunghe peripezie sono l’occasione perfetta per portare alla nostra attenzione tanti timori e tanta rabbia che i personaggi – e gli stessi spettatori americani, suppongo – si tenevano dentro: Ruzek può in qualche modo prendersi parte della colpa delle azioni di poliziotti bianchi e razzisti solo perché è bianco? La comunità nera può ritenere qualunque poliziotto bianco almeno in parte responsabile? E sono tutti razzisti? E uno come Rusek – che, lo sa pure Atwater, poco ma sicuro non è razzista nemmeno un po’ – cosa dovrebbe fare per stare nel giusto? La colpa dei padri ricade sui figli? (O, in questo caso, forse è meglio dire: la colpa della nostra comunità ricade su ognuno di noi?). L’accesa discussione tra i due amici – Adam e Kevin – è sconvolgente al punto giusto, struggente, vera. […]

Professionismo e stereotipi di genere
nel book influencing femminile

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