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VCUC: recensione emotivamente coinvolta

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Recensione

RECENSIONE: Le rivali di Paola Calvetti

[...] In questo libro non si parla in alcun modo di solidarietà femminile, anzi, si mettono in luce anni di lotte, pettegolezzi cattivi, insulti, odio soffiato e sputato contro l’avversaria per eccellenza. La nemesi. Queste dieci storie – che poi, appunto, sono cinque – e queste dieci donne – che poi, appunto, sono cinque figure allo specchio – sono accomunate da un sentimento di disprezzo e dalla paura di perdere il proprio piedistallo. Tutte le protagoniste sono eccezionali, e spesso anche eccezionalmente narcisiste, vanitose, incapaci di accettare la sconfitta. Ma non è proprio questo atteggiamento, in fondo, che ha permesso loro di diventare delle celebrità e di riaffermare negli anni il loro valore? Insomma, questo libro getta una nuova prospettiva sul successo e sulla strada per arrivarci e mantenerlo: la cooperazione è bella, ma la rivalità è molto più interessante (e forse più produttiva – almeno dal punto di vista delle protagoniste…). [...]

Recensione

RECENSIONE: Oltrebosco di Lorenzo Bosisio

Il romanzo è piuttosto breve (circa 190 pagine) e nei vari capitoli si alternano le vicende di due ragazzi: uno “sconosciuto” perso in un bosco infinito e Paolo, un adolescente rabbioso che odia il suo mondo.

Lo stile dell’autore mi ha colpita molto fin dalla prima pagina e ho apprezzato soprattutto la sua capacità di caratterizzare in modo distinto le due ambientazioni: la parte che si svolge nel bosco è più accurata e descrittiva, si sofferma sui dettagli; la parte di Paolo (nel mondo “normale e quotidiano”) è, invece, più rapida e immediata, più moderna e in un certo senso insofferente. Lo stile, insomma, si adatta alla perfezione alle due diverse situazioni e rispecchia gli atteggiamenti dei protagonisti. [...]

Recensione

REVIEW PARTY: Di mondi diversi e anime affini di Raissa & Momo

[...] Il tema principale intorno a cui si sviluppa il libro è, ovviamente, il razzismo, che è un male silenzioso che avvolge persone e luoghi. C’è il razzismo urlato, violento, di chi grida “sporco n*gro” per strada e di chi chiama “terroristi” tutti i musulmani, ma c’è anche il razzismo velato, quello che non ti picchia in testa ma ti avvelena piano piano: è il razzismo di chi per la figlia non vorrebbe mai un compagno “straniero”. Per fortuna questa malattia può essere curata e la conoscenza è la cura di ogni ignoranza. Dove c’è contatto, interazione, relazione sparisce l’odio e si afferma il rispetto. [...]

Recensione

RECENSIONE: Transito di Aixa De la Cruz

[...] Transito (tradotto da Matteo Lefèvre, titolo originale Cambiar de idea), ricchissimo di frasi incisive e determinanti, non è un semplice romanzo ma un libro di letteratura che andrebbe letto e riletto per l’importanza e la molteplicità dei temi che affronta, i quali – seppure toccati a volte con una sola frase – scatenano nel lettore una lunga scia di riflessioni.
Non è la solita narrazione di abusi subiti dalle donne ma la storia di Aixa: una testimone inerme che, vittima del suo senso di colpa, si trova in conflitto con la sua identità e condizione di donna.
Personalmente, a fine lettura ho capito che la parità non è un diritto delle donne ma un dovere degli uomini.

Classici

RECENSIONE: Lettres persanes di Montesquieu

[...] I due stranieri sono Rica e Usbek: giovane, scherzoso e curioso del mondo il primo; più adulto e contraddittorio il secondo. I due si trovano immersi nell’universo parigino del tempo, con uno spazio e una società completamente diversi dalle loro origini. Se la diversità sembra divertire molto Rica, Usbek ne rimane invece turbato. Personalmente ho preferito di gran lunga Rica come guida tra le pagine, tra le usanze e i costumi europei, perché le sua considerazioni sulla Francia e sui francesi sono spesso ironiche, allegre, prende in giro gli abitanti del Paese con un sorrisone sulle labbra; non risparmia commenti pungenti o stupefatti, ma il suo tono pare sempre giocoso, non violento. Usbek, al contrario, incarna una forma di “egocentrismo” mascherato da cosmopolitismo di facciata [...]

Articolo

Con o senza recitina? Quando la pubblicità viola la massima di quantità.

[...] Oggi ci soffermiamo in particolare sulla violazione della massima di quantità, che recita quanto segue: dai un contributo tanto informativo quanto richiesto; non dire né più né meno di quanto serva.
Il consumatore davanti a un contenuto pubblicitario si aspetta che il parlante (l’azienda emittente del messaggio) rispetti questo stesso principio. “Se me lo sta dicendo, evidentemente è importante”, pensa. Così quando su una confezione o in uno spot pubblicitario troviamo scritto “con recitina” (eccola, è arrivata!), subito diamo per scontato che – visto che il produttore ci tiene a farci sapere che questa sostanza è contenuta nel suo prodotto – la recitina sia un’aggiunta salutare per noi e scegliamo il prodotto che la contiene. Se però proviamo a cercarla su Google non troviamo nulla su questa sostanza: il vuoto totale. Perché? Beh, semplicemente perché la recitina non esiste. [...]

Recensioni

RECENSIONE: Il nodo di Windsor di S.J. Bennett

Il giallo comincia con “Era una giornata di primavera. L’aria era fresca e limpida, il cielo blu striato… Quale miglior balsamo per l’anima di un mattino irradiato di sole…” Rimango sorpresa. È un inizio alquanto demodé per noi che ormai prediligiamo l’incipit in media res, ma tant’è: proseguo con la lettura.
Sorvolando su alcune inezie e frasi che abbisognano di una seconda rilettura (dipendenti con molta probabilità da una traduzione troppo fedele), il testo si rivela intrigante.
Devo ammettere che ciò che più mi ha colpito di questo giallo non è stata tanto la rivelazione dell’assassino, quanto l’idea originale di fare risolvere il caso alla regina Elisabetta (personalmente non conosco altri gialli le cui indagini siano affidate a una persona tanto nota). [...]

Serie tv + attualità

Polizia e razzismo: Chicago PD e Law & Order SVU

[...] Una serie di lunghe peripezie sono l’occasione perfetta per portare alla nostra attenzione tanti timori e tanta rabbia che i personaggi – e gli stessi spettatori americani, suppongo – si tenevano dentro: Ruzek può in qualche modo prendersi parte della colpa delle azioni di poliziotti bianchi e razzisti solo perché è bianco? La comunità nera può ritenere qualunque poliziotto bianco almeno in parte responsabile? E sono tutti razzisti? E uno come Rusek – che, lo sa pure Atwater, poco ma sicuro non è razzista nemmeno un po’ – cosa dovrebbe fare per stare nel giusto? La colpa dei padri ricade sui figli? (O, in questo caso, forse è meglio dire: la colpa della nostra comunità ricade su ognuno di noi?). L’accesa discussione tra i due amici – Adam e Kevin – è sconvolgente al punto giusto, struggente, vera. [...]

Film

RECENSIONE: Words on Bathroom Walls (Quello che tu non vedi)

[...] La componente vincente del film è sicuramente l’attore protagonista, Charlie Plummer, che riesce a raccontare ogni emozioni di Adam alla perfezione: è un personaggio sofferente, non ancora completamente disilluso, con tratti di speranza combinati con rabbia adolescenziale amplificata dalla schizofrenia; vuole sembrare normale ed essere accettato ma teme al contempo di perdere una parte di sé. Ho apprezzato molto il tentativo di rappresentare il conflitto provocato dal desiderio di “essere come gli altri” – che in questo caso vuol anche dire “stare bene” e “tenere se stesso e gli altri al sicuro”, non è certo solo una questione di conformismo, anzi – con la paura di dover cancellare tratti della propria identità, di dover abbandonare i propri sogni. [...]

Recensione

RECENSIONE: Elena di Sparta di Loreta Minutilli

[...] Il senso di questo libro sta tutto in una parola: raccontare. Perché raccontare permette di dare ordine agli eventi, di spiegarli, di organizzarli, di capire il mondo. Una corrente della semiotica sostiene che la nostra mente sia caratterizzata da un forte bisogno narrativo che permea ogni istante della nostra vita: esperiamo tutto come se fossimo in un racconto, solo così – come sequenza di eventi narrati, come sequenza di prima, poi, dopo, infine, allora… – possiamo comprendere, ricordare, riferire. Se non sapessimo narrare forse nemmeno sapremmo pensare, né tantomeno comunicare. [...]
Ma per narrare una storia serve qualcuno che l’ascolti, ed Elena non ha nessuno disposto ad ascoltarla.  [...]

Recensione

RECENSIONE: Terapia di coppia per amanti di Diego De Silva

[...] Superficialmente Terapia di coppia per amanti può apparire come un piacevole ma leggero romanzo da divorare in poche ore (ed in effetti si fa divorare in poche ore); tuttavia, dedicando un po’ più di attenzione alle pagine di Diego De Silva, si possono scorgere prospettive interessanti sulle relazioni di coppia: cosa significare davvero essere amanti? È tutta una questione di scopate? È possibile separare sesso e sentimenti in due compartimenti stagni? Quando passi tanto tempo con una persona, parli, ti racconti, ti confidi, condividi momenti ed emozioni… non è che a un certo punto smetti di scopare e inizi a fare l’amore? 
Vi invito a leggere Terapia di coppia per amanti per scoprirlo.

Viaggiare

DIARIO VCUC: San Valentino a Mantova

Alex ed Emme (soprattutto Alex) adorano organizzare bei viaggetti alla scoperta d’Italia e del mondo, trovare ristorantini in cui deliziare il palato e hotel in cui fare sogni d’oro. Come potete ben immaginare, negli ultimi mesi le nostre (smettiamola di scrivere in terza persona) avventure fuori porta non sono state molto frequenti. Per San Valentino, però, abbiamo organizzato una gita di un giorno nella città di Mantova. Ci siete mai stati? La conoscete? Alex c’era già stata una volta, quando era una dolce bimba delle elementari; per Emme questa è stata la prima esperienza nella città dei Gonzaga. Ecco come abbiamo trascorso la giornata – prendete nota: magari sfrutterete i nostri consigli per un futuro viaggio 😉

Recensione

RECENSIONE: L’arte di restare a galla di Valentina Ferrari

La Ever Laurel era una nave cargo che, nel 1992, salpò da Hong Kong per raggiungere Tacoma. Uno dei contener trasportava circa 28.800 animaletti di gomma (quindi non c’erano solo paperelle, ma tutti ci ricordiamo solo delle paperelle). A causa di una tempesta, il contener si rovesciò in mare e le 28.800 paperelle (ma come abbiamo detto in realtà non c’erano solo papere) si dispersero in mare. E visto che erano paperelle di gomma, non affondarono, bensì rimasero a galla… [...]

Un ottimo esordio: attuale, piacevole, sincero.

Serie TV

BRIDGERTON: tra cast multietnico, patriarcato e un romanzo di bassa qualità

"Un altro tema che vorrei portare alla vostra attenzione è il controllo del corpo femminile che pervade le culture patriarcali. [...] Certamente il patriarcato si fa ben vedere già da questa semplice premessa… Tuttavia credo che Bridgerton riesca a mettere ben in luce anche un’altra componente della cultura patriarcale, vale a dire come l’ignoranza intorno a tutte le pratiche sessuali, affettive, di relazione con il proprio e altrui corpo – ignoranza in cui le donne per secoli sono state costrittivamente tenute – si traduca nell’impossibilità di prendere decisioni autonome, di decidere per se stesse. Le donne sono state, in breve, in totale balia delle decisioni di uomini, anche per quello che di più “nostro” pensiamo di avere, ovvero il corpo."

Recensione

RECENSIONE: Donne dell’anima mia di Isabel Allende

[...] Isabel Allende ripercorre qualche aneddoto della sua vita, introducendo i membri della sua famiglia, tutti coloro che in un modo o nell’altro l’hanno spinta a diventare femminista fin da bambina [...] A questi racconti si intrecciano parole come patriarcato, violenza di genere, aborto… Tutto, però, rimane lì, sospeso, senza alcuna volontà da parte dell’autrice di scavare nel profondo, di indagare le origini, le cause, le soluzioni del sistema patriarcale. Credo, e questo è un mio parere, che oggi più che mai sia necessario affrontare questi temi con grande intelligenza, esplorando la complessità del reale senza rifuggirla: il mondo non è bianco e nero, e cercare di rappresentarlo come tale rischia solo di nuocere a una causa sacrosanta come il femminismo. [...]

Recensione

RECENSIONE: Le sfide di Apollo - La torre di Nerone di Rick Riordan

[...] Le sfide di Apollo raccontano una storia di formazione, ma soprattutto insegnano a dare valore a ogni singolo istante della nostra esistenza; l’insegnamento più grande che Apollo apprende nei panni di Lester è la preziosità della vita, il coraggio di guardare in faccia ogni giorno e prepararsi ad affrontarlo al meglio [...] Non sono gli dei i veri eroi, bensì gli uomini e le donne pronti a sacrificarsi per le persone che più hanno a cuore; non è simbolo di coraggio affrontare un intero esercito da soli quando si è immortali, lo è, invece, scegliere di scendere in campo quando le possibilità di salvezza sono praticamene nulle. Apollo grazie a Lester impara molto, e noi grazie a lui e a tutti i suoi amici impariamo ancora di più.

Attualità

Giuditta decapita Oloferne: stupro e stato dell’arte

In questo articolo partiamo dalla storia di Artemisia Gentileschi, in particolare dal suo quadro Giuditta e Oloferne, per poi affrontare in modo più ampio il tema dello stupro.

"Lo stupro non ha a che fare con il sesso, non deriva mai da una voglia di piacere, bensì è un atto di forza, mai dettato dalla sessualità. Non si stupra una donna perché “si ha voglia di scopare”, bensì si stupra una donna per affermare il proprio potere, si stupra una donna perché quest’ultima in qualche modo non vuole piegarsi e farsi sottomettere. Lo stupro è oggi un’aberrazione comportamentale che deriva dall’incapacità di accettare una figura femminile che si oppone, che si nega, che non si piega."

Arte

DIARIO VCUC: tre opere dagli Uffizi di Firenze…

Quest’estate io ed Emme siamo stati nella bella (e al tempo fin troppo calda) città di Firenze, una delle culle dell’arte italiana. Vi abbiamo già parlato del nostro soggiorno QUI [...] Oggi – a distanza di diversi mesi, lo sappiamo… ma abbiamo dovuto preparare gli esame e la sottoscritta ha finito la tesi – vorremo invece parlarvi nello specifico delle opere d’arte custodite a Firenze che più abbiamo apprezzato e che ci hanno emozionati.
In questo post ci focalizziamo su tre dipinti (in realtà due singoli + una serie) conservati agli Uffizi; nelle prossime settimane invece approfondiremo tematiche contemporanee (come lo stupro) a partire da alcune opere che abbiamo ammirato a Firenze…

English

REVIEW: History is all you left me by Adam Silvera

"Theo McIntyre is the sun that lights up everyone’s life: he’s smart and imaginative, he’s gentle and he always tries to be nice. He’s a very talented boy who has a bright future ahead of him… Until it gets dark and Theo doesn’t exist anymore. Here we start reading, at this point of the story: Theo is dead and Griffin, his best friend and also ex boyfriend, is in deep grief and doesn’t really know if he could bear going to his love’s funeral.
[...]
As always, Adam Silvera deals with a delicate topic, but one which needs to be faced: in this case, it’s death. Or, better said, what death leaves behind, that is to say grief and pain."

Classici

RECENSIONE: Niebla di Miguel de Unamuno

"Niebla è un romanzo strano – particolare nei modi, nella trama, nei personaggi, nei dialoghi e nella conclusione – ma anche molto piacevole da leggere: Augusto è un personaggio che affascina, che nella sua passività e successiva drammaticità cattura il lettore (un po’ come Zeno Cosini, almeno a mio parere…); la voce di Unamuno poi, che parla attraverso i suoi personaggi, arricchisce il tutto con numerose domande esistenziali, alle quali il lettore è invitato a cercare una risposta… che forse, però, non troverà mai."

Recensione

RECENSIONE: Circe di Madeline Miller

"Nonostante tutte le difficoltà che ha dovuto affrontare, Circe si è sempre rialzata e ha sempre tirato fuori un coraggio da leonessa anche nei momenti più ardui e contro gli avversari più temibili. La figlia di Elios è stata denigrata, abbandonata, chiamata sciocca e inutile, violentata nel corpo e nell’animo, eppure non si mai lasciata andare. È una titana, è figlia del Sole, ma prima di tutto è una donna che ha combattuto per la sua sopravvivenza e quella dei suoi (pochi) cari, che si è fatta da sola, che ha avuto la pazienza di lavorare fino allo sfinimento per imparare cose che non avrebbe mai pensato di poter apprendere."

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Professionismo e stereotipi di genere
nel book influencing femminile

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