RECENSIONE: La casa dei nuovi inizi di Manuela Chiarottino

TITOLO: La casa dei nuovi inizi
AUTRICE: Manuela Chiarottino
EDITORE: More Stories
PAGINE: 238

TRAMA:
Alisya vive sola in un piccolo monolocale con una sola finestra da cui vede il mare e un faro, la sua vita scorre in una tranquilla monotonia tra il lavoro di pulizie alla casa di riposo, la serra di Arnold e le chiacchiere con l’anziana Charnette. Alisya non vuole niente di più. Non pensa di meritarselo. Per questo cerca sempre di passare inosservata, con abiti sciatti e informi, mani poco curate e una coda rigorosa che le mortifica i capelli. Persino la sua dieta è una costante privazione di gioia, nonostante le persone che incontra l’apprezzino e sembrino volerle bene.
Un giorno, dalla spiaggia vede una luce nella casa dai muri gialli, che non manca mai di osservare durante le sue peregrinazioni, e l’ombra di un uomo appena oltre la finestra… Da quel momento tutto cambia, perché quella lì dentro è l’unica persona da cui dipende la sua vita.
Neanche Brandon però se la passa bene: è un ex giocatore di rugby cui un incidente ha costretto a lasciare lo sport che più amava, e che adesso sta cercando faticosamente di riprendere in mano la propria vita. Entrambi anime spezzate, restii a tornare a provare dei sentimenti, Brandon e Alisya hanno però in comune troppe cose perché il destino non decida di metterli insieme. La ruota girerà per ciascuno di loro, mettendoli alla prova e costringendoli a confessare quel segreto che tengono chiuso a doppia mandata nel cuore.

RECENSIONE

Il nuovo romanzo di Manuela Chiarottino inizia presentandoci Alisya che, dopo aver guardato una fotografia che ormai conosce a memoria, si appresta a cominciare un’altra giornata della sua monotona vita. Le prime pagine sono tutte dedicate a immergere il lettore nella sua grigia quotidianità, fatta di lavoro presso una casa di riposo, vestiti informi, un piccolo appartamento spoglio. Fin da subito infatti è evidente che la protagonista ha scelto una vita di isolamento, forse di penitenza… non capiamo chiaramente se stia fuggendo da qualcuno (una relazione violenta?) o qualcosa (un errore commesso in passato?), ma percepiamo tutta la sua sofferenza e, soprattutto, la sua convinzione di meritarsela. Non si tratta infatti di una ragazza che vive in modo semplice apprezzando le piccole bellezze della vita, ma al contrario di una creatura che tenta ti privarsi di ogni gioia e che vive di stenti.
Più avanti, in un supermercato, facciamo la conoscenza Brandon. Il suo passato viene invece rivelato più in fretta (anche se per un po’ rimangono dei punti oscuri): ex campione di football, sta cercando di superare un brutto incidente che ha messo fine alla sua carriera e il conseguente alcolismo. Alisya decide presto di occuparsi di lui, di aiutarlo a rimettersi in piedi… le sue motivazioni sono tutt’altro che chiare: sembra quasi sentirsi in colpa, continuamente e costantemente in colpa, però non riusciamo ad afferrare i dettagli di questa angoscia. Questo leggero strato di mistero che avvolge il passato della protagonista si prolunga per diversi capitoli e mi ha invogliata molto ad andare avanti con la lettura per arrivare a una risposta. L’autrice ha gestito questo elemento con maestria.

I miei personaggi preferiti, però, non sono stati i due protagonisti, bensì le figure secondarie che abitano la cittadina di mare in cui è ambientata la storia, e che animano con un tocco di colore l’altrimenti cupa vita di Alisya. Sto parlando di Arnold, proprietario di una serra dove la protagonista trascorre i suoi momenti liberi; Charnette, un’anziana ma brillante ospite della casa di riposo dove Alisya lavora; o anche Susan, una signora con troppi gatti a cui la ragazza fa spesso compagnia con un libro e una tazza di tè. Questi personaggi secondari sono stati tutti ben caratterizzati e nella storia lasciano il segno, sia sulla protagonista che sul lettore: avrei voluto chiedere anch’io un consiglio floreale al caro Arnold e non mi sarebbe affatto dispiaciuto ricevere un bel carillon dalla romantica Charnette…
Brandon e Alisya invece non mi hanno fatta impazzire: la loro storia d’amore è un turbinio di sofferenza, sprazzi di luce, e troppo non-detto. I due incarnano il cliché della coppia che si guarisce a vicenda, i due innamorati che solo insieme riescono a superare il proprio difficile passato, perdonarsi e ricostruire un futuro felice; di solito questo tipo di vicenda, per quanto non innovativa, non mi dispiace… in questo caso però ho trovato il “segreto” nascosto da Alisya un po’ troppo drammatico e il suo comportamento leggermente inquietante. Si tratta, lo specifico, di un gusto meramente personale.

Nell’insieme La casa dei nuovi inizi è stata una lettura piacevole – in poco più di un giorno l’ho terminato – e come sempre la scrittura di Manuela Chiarottino è pulita e coinvolgente; tuttavia devo dire che non si tratta, almeno a mio parere, del suo miglior libro: io ho trovato La libreria delle storie rimaste più dolce e The Ghostwriter più divertente, rimanendo sui romance di questa autrice; il mio preferito resta poi La stessa rabbia negli occhi, che però è uno young adult.

Alex

amore, donne, recensione, romance

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