RECENSIONE: Two Twisted Crowns di Rachel Gillig
TITOLO: Two Twisted Crowns
AUTRICE: Rachel Gillig 
EDITORE: Giunti
PAGINE: 492
TRAMA:
Nel capitolo conclusivo della dilogia, Elspeth deve affrontare il peso di ciò che ha fatto, mentre lei e Ravyn si imbarcano in una pericolosa missione per salvare il regno ormai in preda a un re tiranno e alla magia nera. Elspeth e Ravyn hanno raccolto la maggior parte delle dodici Carte della Provvidenza, ma l’ultima – e la più importante – resta da trovare: gli Ontani Gemelli. Per recuperarla prima del Solstizio e liberare il regno, dovranno attraversare l’oscura foresta avvolta dalla nebbia. L’unico che può guidarli è il mostro che abita la mente di Elspeth, l’Incubo, ma lui non sembra più disposto a collaborare…
RECENSIONE
Dopo aver letto tutto d’un fiato One Dark Window, mi sono gettata a capofitto nella lettura del sequel, Two Twisted Crowns, capitolo conclusivo della dilogia di Rachel Gillig.
Purtroppo Two Twisted Crowns è stato una mezza delusione: la storia arranca per buona parte del romanzo, mentre le vicende del finale sono raccontate troppo velocemente senza darti la possibilità di salutare nel dovuto modo tutti i personaggi.
Il motivo principale per cui non ho apprezzato molto questo romanzo è la quasi totale assenza della protagonista. Negli ultimi capitoli di One Dark Window l’anima del Re Pastore – che era stata assorbita undici anni prima da Elspeth – prende il controllo totale del corpo e della mente della giovane; di conseguenza in Two Twisted Crowns la presenza di Elspeth è limitata a pochi capitoli in cui la ragazza ci parla della sua condizione attuale, prigioniera in qualche angolo remoto della mente del Re Pastore, rinchiusa in una sorta di limbo. Per il resto la storia è raccontata in terza persona, a capitoli alternati, da Ravyn e Elm.
Ravyn parte alla ricerca dell’ultima Carta della Provvidenza perdurata da secoli, gli Ontani Gemelli, per ricomporre il Mazzo, far sparire la nebbia che soffoca Blunder e salvare gli infetti, sperando così di riuscire a riportare indietro anche Elspeth.
Elm, invece, è costretto da suo padre, re Rowan, a rimanere alla Rocca, in quanto temporaneo sostituto del fratello maggiore che alla fine del libro precedente è stato gravemente ferito dal Re Pastore. A palazzo Elm si avvicina sempre di più a Ione, cugina di Elspeth e promessa sposa di suo fratello. Quella tra Elm e Ione è la love story predominante in questo libro, infatti vista l’assenza di Elspeth vengono a mancare anche scene romantiche tra la giovane e Ravyn. Di per sé la storia di Elm e Ione non mi è dispiaciuta: Elm è probabilmente il personaggio che ho preferito della saga e l’enemies-to-lovers è un trope che di solito apprezzo nei romance. Una parte di me, però, era quasi infastidita dal fatto che i riflettori fossero puntati sempre su di loro, lasciando completamente in disparte Ravyn e Elspeth.
In più devo dire che ho trovato il personaggio di Ione molto fastidioso. La cugina di Elspeth inizia a usare la carta della Fanciulla nel primo romanzo dopo il fidanzamento con il principe ereditario. La carta elimina tutte le imperfezioni nel suo aspetto, donandole una bellezza assoluta, ma in cambio la giovane deve rinunciare alla “capacità” di provare sentimenti: capisco che il suo modo di fare non sia voluto ma una conseguenza della carta, eppure spesso non riuscivo proprio a sopportarla. Inoltre non mi piace che Elm si sia innamorato di Ione quando la ragazza era sotto l’effetto della carta perché è come se si fosse innamorato di una persona diversa dalla vera Ione: all’inizio del primo romanzo la cugina di Elspeth viene descritta come non particolarmente bella, come estremamente solare ma anche un po’ goffa e giocherellona; mentre in Two Twisted Crowns, oltre ad essere di una bellezza mozzafiato, è anche spesso sfacciata, sensuale e più di una volta se ne esce con battute ammiccanti. Questi comportamenti non le appartengono davvero, sono una conseguenza della carta. Capisco che Elm ammetta di averla già notata a palazzo in passato, ma di fatto interagisce davvero con lei soltanto quando è sotto l’effetto della Fanciulla e più di una volta dice di rimanere a bocca aperta per la sua bellezza, che però non è una bellezza reale. Insomma avrei preferito uno sviluppo differente della loro storia d’amore.
Two Twisted Crowns non è un brutto libro in senso assoluto, solo che mi aspettavo molto di più. Avrei preferito che l’autrice facesse scelte narrative differenti, mantenendo Elspeth come protagonista nonché narratrice, e la sua relazione con Ravyn come la love story principale.

