RECENSIONE: One Dark Window di Rachel Gillig

TITOLO: One Dark Window 
AUTRICE: Rachel Gillig
EDITORE: Giunti
PAGINE:  444

TRAMA:
La città di Blunder è circondata da una nebbia che rende folle e infetto chiunque vi entri in contatto. Elspeth conosce bene quella magia, perché scorre nelle sue vene in quanto infetta. Ma la deve tenere nascosta, perché la magia è bandita, pena la morte. Nessuno deve sapere che è costretta a convivere con l’Incubo, un mostro, uno spirito antico intrappolato nella sua mente, che le parla e la protegge. Tutto cambia quando incontra un bandito nella foresta, un uomo affascinante e misterioso, ma che è anche a capo degli uomini più pericolosi della città. Elspeth viene così trascinata in un mondo di ombre e inganni, in cui il confine tra la ragazza e il mostro diventa sempre più labile…

RECENSIONE

Scoperto piuttosto casualmente su Tiktok, One Dark Window è stata una piacevole sorpresa!
Primo volume di una dilogia, ODW è un romantasy in cui la componente fantasy è, secondo me, sviluppata meglio di quella romance. Ascoltando e leggendo recensioni, sono stati principalmente due gli elementi di questo libro che mi hanno convinta a dargli una chance ed entrambi riguardano proprio il sistema magico costruito dall’autrice: il primo è l’uso delle cosiddette Carte della Provvidenza, che gli abitanti di Blunder utilizzano per acquisire poteri magici, tra cui la capacità di leggere nella mente, diventare invisibili, o ottenere forza e agilità sovrumane; l’altro elemento che mi ha colpita subito è, invece, la figura dell’Incubo, una sorta di parassita che da undici anni vive nella testa della protagonista Elspeth, tormentandola con la sua voce, ma anche rivelandosi un alleato importante nei momenti di difficoltà. Ho trovato ben costruita la dinamica tra Elspeth e l’Incubo: le conversazioni tra i due – che avvengono esclusivamente all’interno della testa della ragazza-  sanno essere sia inquietanti che divertenti, il mostro alterna sinistre citazioni in rima tratte dall’Antico Libro degli Ontani a commenti sarcastici che più di una volta mi hanno strappato qualche sorriso. Mi è piaciuta molto anche la descrizione che l’autrice fa dell’Incubo, aiutandoci a visualizzarlo nonostante in realtà non possieda un vero corpo, in particolare ho apprezzato l’attenzione data ai sinistri rumori che il mostro produce con denti e artigli e che risuonano nella mente di Elspeth.
Altra componente del sistema magico che mi ha incuriosita è la nebbia che da secoli invade Blunder infettandone gli abitanti. Coloro che si perdono nella nebbia sono destinati a impazzire e contrarre l’Infezione: gli infetti sono solitamente condannati a morte perché rischiano di sviluppare poteri magici spesso incontrollabili e pericolosi che li conducono pian piano verso una Degenerazione, che si conclude di solito con la morte. L’unico modo per liberare definitivamente il regno dal giogo della nebbia è ricomporre il Mazzo, rimettendo insieme una carta per ogni tipologia e sacrificando poi il sangue di un infetto. Inutile dire che la protagonista è un’infetta, scappata quando era bambina ai medici e alle guardie del re, e che l’Incubo vive nella sua testa proprio come conseguenza dei poteri che ha sviluppato in seguito alla malattia. 

Parliamo ora dei personaggi. Elspeth è una buona protagonista e narratrice: sa il fatto suo senza essere però infallibile, come a volte purtroppo succede in romanzi di questo tipo con eroine femminili; anzi credo di averla apprezzata soprattutto proprio nei suoi momenti di maggior vulnerabilità e incertezza.
Ravyn, l’interesse amoroso della protagonista, ci viene presentato come il capo dei Cavalieri (i migliori combattenti di Blunder nonché guardie del re e della Rocca in cui vive la famiglia reale), ma in realtà è molto più di questo… non aggiungo altro per evitare spoiler. Ravyn è il tipico personaggio maschile inizialmente freddo, distaccato e pieno di segreti, ma che nel corso della storia impara ad aprirsi, permettendo a Elspeth di vedere oltre la sua dura corazza. Ravyn non mi ha fatto impazzire, sicuramente non rientra tra i miei personaggi maschili preferiti, nonostante ciò non posso dire di non aver apprezzato la dinamica tra lui e Elspeth. L’unica pecca che trovo nel loro rapporto è l’eccessiva rapidità con cui si innamorano, probabilmente questo è dovuto al fatto che la saga è composta solo da due volumi, quindi l’autrice non ha avuto molto tempo per sviluppare meglio i loro sentimenti.
Altro personaggio degno di nota è Elm, secondogenito del re, nonché migliore amico di Ravyn. Elm forse è il personaggio che mi ha incuriosito di più: tormentato, pieno d’odio verso il padre e il fratello maggiore, desideroso di cambiare le cose a Blunder senza avere davvero il potere di farlo. Mi è piaciuto molto anche il suo rapporto quasi fraterno con Ravyn e il conseguente senso di protezione che nutre verso l’amico. Spero che nel prossimo volume l’autrice approfondisca meglio il suo personaggio.

One Dark Window è un buon romantasy: la scrittrice ha sicuramente ripreso alcuni elementi da altre storie di questo genere, riuscendo però anche ad aggiungerne altri abbastanza originali che rendono la storia interessante e piacevole da scoprire capitolo dopo capitolo

Marta

fantasy, recensione, romance

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