RECENSIONE: Sarai il mio amante di Eleanor Rigby

TITOLO: Sarai il mio amante
AUTRICE: Eleanor Rigby
TRADUTTRICE: Alice Croce Ortega
PAGINE: 456

TRAMA:
Durante una lunga e complicata malattia che per poco non gli costa la vita, Hunter Montgomery apre gli occhi su una nuova realtà. Deve rimettersi in carreggiata, trovare una moglie rispettabile e avere dei figli, e non gli viene in mente nessuna candidata migliore della donna che si è presa cura di lui sul letto di morte… Proprio quella che non gli perdonerà mai i suoi peccati di gioventù.
Dopo anni di reclusione in casa della sua prozia irlandese, Frances Marsden era così ansiosa di tornare in libertà che avrebbe dato qualunque cosa pur di tornare in Inghilterra… qualunque, eccetto prendersi cura di Hunter Montgomery durante la sua malattia: quello spregevole nobile che aveva trasformato la sua vita in un inferno e che adesso, come se non bastasse, pretende anche di portarla all’altare. Preferirebbe di gran lunga morire piuttosto che accettare la mano di quel vizioso festaiolo, ma è sensibile al suo diabolico fascino e riceve i suoi baci con mille paure. Lui vorrebbe approfittare di questa sua debolezza, ma lei sa bene quanto la sua famiglia lo detesti e capisce di avere una sola possibilità: sarà il suo amante… o non sarà niente.

RECENSIONE

Ho conosciuto le sorelle Marsden nel primo romanzo della serie Accordi Indecenti, dal titolo Sarai la mia sposa, la cui trama gira intorno a Florence, l’esuberante e ribelle gemella di Frances, protagonista di questo secondo volume. La nuova “eroina” è altrettanto anticonformista, se non a tratti addirittura sovversiva: alcuni anni prima delle vicende qui narrate, è scappata per sposare un uomo povero e senza titoli, del quale non era nemmeno innamorata ma che sapeva assolutamente come toccarla nei punti giusti… Insomma, non una fuga d’amore bensì una fuga “di passione”. In seguito allo scandalo – e alla morte di lui – è stata costretta a passare diverso tempo “in esilio” a casa di una vecchia e malaticcia prozia irlandese. A Frances i costumi e le regole della buona società sono sempre andati stretti, e ha dunque cercato di sfidarli e liberarsene. Devo ammettere di averla trovata caratterialmente molto simile a Florence, forse un pochino troppo: come la gemella è avventurosa, insofferente verso ogni regola, assolutamente senza peli sulla lingua e molto carismatica. Forse è stata una scelta ponderata da parte dell’autrice (visto che le due sono, appunto, gemelle e molto unite), però a me ha provocato un senso di déjà vu non proprio piacevole.
Credo che un lavoro migliore sia stato fatto con il protagonista maschile, cioè Hunter Montgomery (alias Lord Wilborough), che ha una storia personale molto diversa da quella del suo “predecessore”, ovvero Maximus di Lancaster (ora marito di Florence); l’arco di redenzione dei due invece segue più o meno la stessa traiettoria. Montgomery è nato povero, e solo il caso (leggi nessun figlio maschio per il precedente marchese) gli ha fatto ereditare il titolo; questa condizione ovviamente ha pesato molto sulla formazione delle sue abitudini e del suo sistema di valori: qua e là le sue stramberie (e le sue frequentazioni fuori dal comune) danno un tocco particolare al libro. Lo stesso fanno le sue origini gitane, che però purtroppo non vengono approfondite molto.

L’elemento che ho trovato più innovativo e che ha stuzzicato la mia curiosità, è la scelta di ribaltare i ruoli stereotipici degli amanti, visto che in Sarai il mio amante è proprio Frances a insistere per avere una relazione di solo sesso con il marchese; relazione durante la quale dà anche prova di conoscersi molto bene e di avere un ottimo rapporto con il proprio corpo e la propria sessualità.
Ecco, questa forse è la principale differenza tra Florence e Frances: la prima, per quanto curiosa, è piuttosto ingenua e del mondo esterno ha visto ben poco, mentre la seconda possiede maggiore consapevolezza, avendo viaggiato, fatto esperienze ed esplorato ambiti che alle signorine di buona famiglia dell’epoca erano solitamente preclusi. Non a caso è anche una studiosa di medicina e vorrebbe riuscire in qualche modo a esercitare la professione.

Per quanto riguarda il resto della famiglia Marsden, è sempre molto divertente dare un’occhiata al caos che regna sovrano in casa loro, e che nemmeno la presenza di Maximus riesce a placare.
La mia preferita della sorelle è Rachel, la più gentile e comprensiva tra tutte, ma anche quella a cui la vita ha sorriso meno. Rachel è un personaggio molto resiliente, che sa affrontare le peggiori avversità senza mai perdere la sua bontà d’animo. Le sue scaramucce con il vicino di casa poi fanno ben sperare… Sono curiosa di leggere di più su di loro.

Concludo con una nota sulla lunghezza: a mio parere qualche pagina in meno non avrebbe fatto male a questo libro. In alcuni punti il testo diventa dispersivo; avrei tagliato qualche scena, per renderlo più concentrato e ritmato.

Alex

recensione, romance, romanzo storico

Lascia un commento

Iscriviti alla nostra Newsletter:

Contatti

EMAIL

info.vcuc@gmail.com

Seguici


Licenza Creative Commons
Vuoi conoscere un casino? blog di VCUC è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso https://www.vuoiconoscereuncasino.it/contatti/.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. I contenuti e le immagini sono stati utilizzati senza scopo di lucro ai soli fini divulgativi ed appartengono ai loro proprietari. Pertanto la loro pubblicazione totale o parziale non intende violare alcun copyright e non avviene a scopo di lucro. Qualora i rispettivi Autori si sentano lesi nei propri diritti, sono pregati di contattarci e in seguito provvederemo a rimuovere il materiale in questione.