RECENSIONE: Deep End di Ali Hazelwood

TITOLO: Deep End Deep end
AUTRICE: Ali Hazelwood
EDITORE: Sperling & Kupfer
PAGINE:  400

TRAMA:
Scarlett Vandermeer ha sempre nuotato controcorrente. Studentessa del terzo anno a Stanford, si sta concentrando sull’ammissione alla facoltà di Medicina mentre si riprende dall’infortunio che ha quasi messo fine alla sua carriera di tuffatrice dalla piattaforma. Non ha tempo per le relazioni – o almeno questo è quello che ripete a sé stessa. Anche Lukas Blomqvist vive di disciplina. Campione del mondo e capitano della squadra di nuoto, è così che vince medaglie d’oro e batte ogni record: massima concentrazione, a ogni bracciata. A prima vista, fuori dalla piscina, Lukas e Scarlett non hanno nulla in comune, se non la passione per l’acqua. Ma per pura combinazione, i due vengono a conoscenza di un «segreto» che condividono e che è difficile da ignorare quando finiscono a lavorare insieme allo stesso progetto di biologia. E così, mentre la pressione per le Olimpiadi cresce, anche l’attrazione tra loro aumenta. Stare lontana da Lukas diventa impossibile e Scarlett si rende conto che il suo cuore potrebbe affondare in acque pericolose…

RECENSIONE

Deep End è l’ultimo romanzo di Ali Hazelwood, ormai regina affermata del genere romance. Dopo la delusione di Not in love, letto l’anno scorso, ero un po’ in dubbio se acquistare o meno Deep End; alla fine le buone recensioni online mi hanno convinta e così ho deciso di dargli una chance. Per fortuna la mia cara Hazelwood ha saputo spazzare via tutti i miei dubbi ritornando ai livelli di Love Hypothesis, che continua a essere per me il suo migliore libro nonché uno dei romance meglio riusciti degli ultimi anni.

Ciò che più mi piace di questa autrice è la sua capacità di costruire personaggi tridimensionali, stratificati e, quindi, molto reali. Spesso nei romance i personaggi risultano estremamente stereotipati e piatti, invece Hazelwood riesce sempre a presentarci dei protagonisti, sia femminili che maschili, complessi, mettendo al primo posto i loro sentimenti, le loro preoccupazioni, i loro sogni e i loro progetti professionali. I suoi sono anche personaggi con cui è facile entrare in sintonia.
Inoltre, i suoi libri non sono mai soltanto storie d’amore, ma trattano anche tematiche piuttosto sensibili e ci tengo a sottolineare che lo fanno sempre in maniera delicata e attenta, senza diventare però pesante.

Tutto ciò che ho appena detto vale soprattutto per Deep End. La protagonista, Scarlett, fa parte della squadra di tuffi di Stanford; un tempo grande promessa nel suo sport, all’inizio del libro la troviamo in un momento di grande difficoltà e fragilità: ha appena ripreso ad allenarsi dopo un intervento subito in seguito ad un brutto incidente durante una gara, infortunio che per poco non ha posto fine alla sua carriera sportiva. La Scarlett che incontriamo all’inizio del romanzo è una Scarlett traumatizzata che non riesce a dimenticare l’incidente vissuto; fisicamente si è ripresa ormai da mesi perciò dovrebbe essere in grado di compiere le acrobazie che eseguiva prima, ma la sua testa non riesce ad andare avanti, ogni volta che i suoi piedi si staccano dalla pedana la sua mente ritorna immediatamente al momento dell’infortunio. Al trauma dell’incidente si sommano altre complicazioni che sono per lei fonte di grande stress e ansia, come le lezioni universitarie e l’imminente test di ingresso per medicina. Scarlett prova un milione di emozioni insieme, emozioni che lei stessa fatica a gestire e da cui spesso si sente sopraffatta. Mi è piaciuto molto come l’autrice si sia soffermata più volte sul tema della salute mentale e del benessere psicologico, dedicando interi capitoli alle sedute della protagonista con la sua psicologa. Scarlett sa essere, però, anche simpatica e ironica, strappandoci più di un sorriso. Proprio per la sua complessità e profondità credo che sia la protagonista femminile meglio riuscita dell’autrice finora.

Anche Lukas è un personaggio interessante da scoprire pagina dopo pagina. Inizialmente ci viene descritto come un ragazzo estremamente freddo e distaccato, un musone a cui difficilmente scappa qualche sorriso. Oltre ad essere una statua di ghiaccio, è anche il capitano della squadra di nuoto di Stanford, nonché campione olimpico. Lukas dà in un primo momento l’impressione di essere perfetto e sicuro di sé. Pian piano, però, Scarlett ha la possibilità di conoscerlo meglio, di scavare più a fondo, scoprendo una persona molto meno perfetta e quindi decisamente più umana di quanto aveva creduto inizialmente. L’aspetto che ho preferito di Lukas è la sua decisione di abbandonare il nuoto, cosa che nessuno si sarebbe immaginato: così Hazelwood ci mostra come sia possibile – e anche del tutto normale – decidere di cambiare strada nella vita, sottolinea che non bisogna temere il giudizio degli altri perché alla fine ciò che più conta è la nostra felicità, perciò è giusto fare sempre quello che più ci rende soddisfatti di noi stessi. Un piccolo ma prezioso insegnamento di vita!

Ho apprezzato anche come l’autrice ha trattato il tema del bdsm, infatti ciò che in un primo momento porta Scarlett e Lukas a frequentarsi è la loro visione comune del sesso: dopo anni di insoddisfazione, finalmente riescono a trovare l’uno nell’altra quello di cui hanno entrambi bisogno. L’autrice è stata molto brava nell’affrontare questo tema spesso taboo, trattandolo in modo realistico, senza mai scadere nel volgare o nella superficialità.

Deep end è un romance, certo, ma non per questo è un libro frivolo, anzi è ben scritto e tratta temi di un certo spessore. Super consigliato!

Marta

Ali Hazelwood, amore, recensione, romance

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