RECENSIONE: The Last Hours – La catena di ferro di Cassandra Clare

TITOLO: La catena di ferro
AUTORE: Cassandra Clare
PAGINE: 624
EDITORE: Mondadori

TRAMA: A osservarla da lontano, la vita di Cordelia Carstairs sembrerebbe perfetta. Che altro potrebbe desiderare infatti la giovane donna? È fidanzata con James Herondale, uno degli scapoli più ambiti di Londra, che oltretutto è proprio il ragazzo di cui da sempre è disperatamente innamorata. Ha iniziato una vita nuova ed eccitante a Londra, insieme alla sua migliore amica Lucie Herondale e agli affascinanti amici di James, gli Allegri Compagni. Per di più, sta per riunirsi con l’amato padre e ha con sé Cortana, la leggendaria spada che la sua famiglia si trasmette di generazione in generazione.
Purtroppo, però, la realtà è ben diversa, e certo molto meno entusiasmante. Per prima cosa, il suo imminente matrimonio con James non è altro che una farsa, organizzato soltanto per salvare la reputazione di entrambi. James, poi, è innamorato della misteriosa Grace Blackthorn, sorella inconsolabile di Jesse, un ragazzo morto anni addietro a causa di un terribile incidente. Per non parlare di Cortana: ogni volta che cerca di utilizzarla, Cordelia si ritrova i palmi delle mani bruciati. Suo padre, inoltre, è molto diverso dall’uomo che conosceva, ora è molto più amareggiato e incattivito. Come se non bastasse, un assassino seriale sta prendendo di mira gli Shadowhunter di Londra. Complice l’oscurità, pugnala indisturbato le sue vittime e poi sparisce, senza lasciare traccia.
Insieme agli Allegri Compagni, Cordelia, James e Lucie percorrono in lungo e in largo le strade più pericolose della città per seguire le orme dell’assassino. Ma i segreti che ciascuno custodisce gelosamente rischiano di vanificare tutti i loro sforzi…

RECENSIONE

La catena di ferro è il secondo capitolo della trilogia The Last Hours, la nuova serie di Cassandra Clare incentrata sulla storia di Cordelia Carstairs, James e Lucie Herondale. Se già avevo adorato il primo libro della trilogia, La catena d’oro, questo secondo romanzo l’ho amato ancora di più.

Il primo punto forte di The Last Hours è sicuramente l’ambientazione, senza ombra di dubbio la Londra di inizio ‘900 diffonde un fascino straordinario: carrozze, abiti elegantissimi e variopinti, balli e feste in sontuose sale… La Clare ha prestato moltissima attenzione a ogni singolo dettaglio relativo all’ambientazione e devo dire che è stata magistrale nel ricreare atmosfere incantate. Parecchie descrizioni in un romanzo potrebbero magari risultare noiose; in questo caso, invece, le ho trovate molto interessanti, in particolar modo mi sono spesso soffermata sulle descrizioni degli incantevoli abiti portati dai protagonisti… anche perché, devo ammetterlo, ho sempre sognato di poter indossare un vestito di quell’epoca.

Altro aspetto che ho apprezzato molto è la grande, anzi grandissima quantità di romance. Come già avevo scritto parlando de La catena d’oro, in questa nuova serie l’autrice ci presenta Shadowhunters che spesso non sembrano realmente cacciatori di demoni, ma semplici umani intenti ad affrontare problemi del tutto mondani, soprattutto problemi di cuore.
La Clare è stata molto abile nel presentarci un consistente numero di personaggi dando a ciascuno il suo spazio e sviluppando in modo coerente e interessante le relazioni tra di loro. Al centro della scena troviamo Cordelia e James, che – come è giusto che sia – sono i due protagonisti principali; intorno a loro, però, abbiamo un ampio ventaglio di altri personaggi che agiscono e interagiscono senza che nessuno venga lasciato in disparte. In particolar modo ognuno ha la possibilità di essere protagonista della sua personale storia d’amore. L’amore è davvero l’ingrediente principale di questo libro e, ovviamente, da grandissima romanticona quale sono, non posso che essere super contenta per questo. Nonostante Cordelia e James non siano i miei Shadowhunters preferiti, devo ammettere che la loro relazione mi ha intrigata parecchio… soprattutto non mi aspettavo il segreto che sta all’origine dell’amore di James per Grace (la giovane amata da James prima di Cordelia). Mi è piaciuto molto anche come l’autrice ha sviluppato la relazione tra Cordelia e Matthew; spero che nel prossimo libro la Clare dia ancora più spazio al triangolo amoroso tra Cordelia e i due parabatai. Molto dolce è anche la storia tra Lucie e Jesse Blackthorn: nel precedente romanzo non mi aveva colpita particolarmente la sottotrama legata a loro due, in questo secondo romanzo, invece, Lucie e Jesse hanno guadagnato parecchi punti. Penso (!SPOILERINO PICCINO PICCINO!) che una delle scene più intense e emozionanti di tutto il libro sia propria quella in cui la giovane scrittrice e il suo amato fantasma danzano nel buio della notte davanti all’Istituto.

Oltre all’amore nel romanzo troviamo anche una buona quantità di avventura, soprattutto nella parte finale. Insomma, a volte eventi decisamente poco piacevoli ricordano agli Allegri Compagni che, indipendentemente da tutte le peripezie della loro vita privata, loro sono, di fatto, Shadowhunters e come tali devono agire.
In questo libro troviamo anche qualche intrigante sfumatura di mistero: mi riferisco soprattutto alla storia del misterioso assassino che si aggira all’alba uccidendo gli Shadowhunters e rubando loro le rune… Il mistero per me è rimasto irrisolto fino alla fine, perché da sola non sono riuscita a risolverlo. Ben architettato e ingegnoso!

Così come nel primo romanzo, anche in questo il mio personaggio preferito continua ad essere Matthew Fairchild: il suo stile di vita bohemien, le sue giacche variopinte e il suo perenne sarcasmo mi hanno completamente conquistata. Sono contenta che in questo secondo volume la Clare si sia concentrata ancora di più sulla fragilità che Matthew tenta sempre di nascondere e sulla causa che sta all’origine del suo perenne male di vivere. Molto belle sono le pagine in cui Matthew e James si confrontano discutendo proprio sul comportamento e sulle condizioni di vita del giovane Fairchild.

Infine vorrei sottolineare che ho trovato interessanti le parti dedicate a Grace. Per quanto lei continui a non piacermi come personaggio, bisogna dire che in questo secondo volume l’autrice ci dà la possibilità di comprendere meglio il comportamento della giovane, parlandoci proprio del suo passato. Inoltre la Clare sembra aver gettato il seme per una possibile storia tra Grace e Christopher Lightwood… non so perché ma credo proprio che potrebbero piacermi come coppia!

La catena di ferro mi ha convinta al 100%, una pagina tirava l’altra: la Clare mi ha davvero permesso di immergermi non soltanto in una storia, ma in un vero e proprio mondo.

Avete già letto questo libro? Cosa ne pensate?

Marta

Cassandra Clare, Mondadori, recensione, Urban Fantasy

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