RECENSIONE: La donna di Einstein di Marie Benedict

TITOLO: La donna di Einstein
AUTRICE: Marie Benedict
EDITORE: Piemme
PAGINE: 341

TRAMA:
C’è un personaggio nella vita di Albert Einstein senza il quale la sua storia – e la nostra – non sarebbero quello che sono. Fu il suo più grande amore, ma anche qualcosa di più: la donna che lo ispirò, lo incoraggiò e lo aiutò a concepire quella formula che avrebbe cambiato il mondo. Mitza Maric era sempre stata diversa dalle altre ragazzine. Appassionata di numeri, fu la prima donna a iscriversi a fisica all’università di Zurigo, più interessata a quello che non a sposarsi come la maggior parte delle sue coetanee. E quando a lezione incontrerà un giovane studente di nome Albert Einstein, la vita di entrambi prenderà la strada che era fin dall’inizio scritta nel destino. La loro sarà un’incredibile unione di anime e menti, un amore romanzesco e tormentato, destinato a finire e, allo stesso tempo, a restare nella storia.

RECENSIONE

L’estate scorsa ho (per caso) scoperto la serie tv Genius, trasmessa su Sky. Ho guardato tutta la prima stagione, dedicata ad Albert Einstein, ed episodio dopo episodio me ne sono innamorata. Mi sono appassionata alla storia di un uomo che, sinceramente, fino ad allora non aveva mai attirato la mia attenzione. La serie è riuscita a catturarmi in modo inaspettato, ho trovato un Einstein sconosciuto e mi sono immersa nei retroscena della sua vita. Proprio uno di questi “retroscena” mi ha colpita in modo particolare e mi ha portata alla lettura di questo libro: sto parlando di Mileva Marić, prima moglie di Einstein.

Marie Benedict nel suo romanzo ci racconta la vita di Mileva dal suo primo giorno al Politecnico di Zurigo fino alla rottura definitiva della sua relazione con il marito.
Io personalmente conoscevo già molti dei fatti presentati, visto che avevo già visto la serie e avevo cercato parecchie informazioni su Internet, però, per chi non sapesse nulla di Mileva, quest’opera è certamente una buona fonte, accurata da un punto di vista storico e abbastanza realistica.
Comunque io, grazie alla conoscenza pregressa, durante la lettura mi sono potuta concentrare soprattutto sulla protagonista, sulle sue emozioni e reazioni, tralasciando un po’ date ed eventi storici. L’autrice, infatti, riesce a farci entrare nella testa e nel cuore della protagonista in modo incredibile e a mostrarci i meandri più reconditi della sua anima.

Per chi non conoscesse Mileva, vi faccio un breve riassunto: Mileva Marić nasce a Titel (Serbia)
nel 1875. Bambina prodigio e studentessa modello, nel 1896 viene ammessa al Politecnico di Zurigo (una delle poche università ad accettare donne), dove incontra Albert Einstein. I due si sposano nel 1903. La loro vita insieme include un paio di figli, molte ore di lavoro e un’inarrestabile caduta e separazione.

Marie Benedict non si limita a raccontarci i fatti, bensì si impegna per farci capire la protagonista, per farci condividere con lei ogni istante della sua vita: le gioie e i (sempre più limitati) successi, le sconfitte e le delusioni, gli sforzi, la sua cocciutaggine, il suo sangue freddo e la sua tenacia.
L’autrice ci mostra una donna che non ha mai avuto una vita facile, una donna che ha dovuto lottare con le unghie e con i denti per ottenere anche il più minuscolo riconoscimento… e una donna che si è innamorata, di un uomo e della sua mente.
La relazione tra Albert e Mileva è una fusione di genialità, sono due teste incredibili e visionarie, due giovani fisici bohémien che si avvicinano e si fondono perdutamente l’uno nell’altro. Purtroppo non si può rimanere giovani per sempre… e alla fine il sogno di una vita condivisa di scienza fuori dagli schemi crolla. Almeno per Mileva. Mileva che, pagina dopo pagina, è sempre meno amante e scienziata e sempre più moglie e casalinga, Mileva che si vede appassire e che vede svanire l’interesse di Einstein nei suoi confronti.

Le vicende di questa donna sono ancora incerte, ancora non si sa (e forse non si saprà mai) quanto lei abbia davvero aiutato il marito nella stesura delle sue teorie: certo è che lei collaborò con lui, almeno per quanto riguarda la revisione e i calcoli matematici. Questo libro pende forse un po’ troppo dalla parte di Mileva, quasi attribuendole la paternità (o dovrei dire la maternità?) della teoria della relatività… forse esageraPoco ma sicuro riesce a portare sotto i riflettori la figura di una donna che è stata troppo a lungo oscurata dalla scintillante e accecante luce del marito.

Consiglio questo libro a chiunque voglia scoprire la storia di una donna che, a inizio ‘900, ha provato a mettere in discussione ogni regola sociale e professionale per cercare di costruirsi un futuro “alternativo” in un mondo prettamente maschile e maschilista.


Conoscevate già Mileva? Vi ispira questo libro?
Che ne pensate?

ALEX

donne, Femminismo, recensione, storia

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