RECENSIONE: Easy di Tammara Webber

TITOLO: Easy
AUTRICE: Tammara Webber
PAGINE: 304

TRAMA
Quando Jacqueline segue il fidanzato di lunga data al college di sua scelta, l’ultima cosa che si aspetta è di venire lasciata all’inizio del secondo anno, e di ritrovarsi single a frequentare un’università statale invece di un conservatorio di musica, ignorata da quelli che credeva essere suoi amici.Una sera, un membro della confraternita del suo ex la aggredisce, ma un misterioso sconosciuto si trova proprio al posto giusto nel momento giusto. Jacqueline vorrebbe solo dimenticare quella notte, ma il suo salvatore, Lucas, si siede il giorno dopo nell’ultima fila della classe di economia, e quando non è impegnato a disegnare la rapisce in un gioco di sguardi. Attratta da Lucas ma spaventata dalle proprie paure, Jacqueline non sa se può fidarsi di lui: vuole solo proteggerla e incoraggiarla? Lucas sembra nascondere molti segreti… eppure solo insieme potranno combattere il dolore e il senso di colpa, affrontare la verità e sperimentare l’inatteso potere dell’amore.

RECENSIONE

Ho letto questo libro per la prima volta in terza superiore e da allora l’ho ripreso in mano in diverse occasioni… Il mio giudizio? Me ne sono semplicemente innamorata.
Di solito non sono una grandissima fan dei new adult, visto che spesso e volentieri approdano sulle rive dell’erotico di bassa qualità (se non addirittura di un soft porn mal sceneggiato): non di rado, infatti, i personaggi sono stereotipati al massimo, quasi assurdi; le scene di sesso scadono nel volgare; la storia è priva di sostanza, quando non addirittura offensiva.
Perché Easy invece mi è piaciuto?
Perché il romanzo di Tammara Webber riesce a prendere una trama quasi scontata (love story tra apparente bad boy e good girl) per trasformarla in un libro emozionante, coinvolgente e a tratti profondo.

Lo stile dell’autrice è estremamente delicato, abbastanza raffinato: sa alternare scene dettagliate a emozioni appena sussurrate, riesce a dare vividezza alle immagini senza mai esagerare; il suo tono è pacato, poi alterato, poi spaventato, poi eccitato… le sue parole, con grande grazia, seguono e suggeriscono alla perfezione gli stati d’animo dei personaggi. Le scene di sesso (che non mancano) sono raccontate con maestria, sono chiare ma non volgari, abbastanza esplicite ma romantiche.

I personaggi, pur assomigliando superficialmente agli stereotipi del genere, sono psicologicamente ben delineati e approfonditi, le loro azioni sono coerenti e il loro sviluppo motivato.

Lucas di primo acchito pare il tipico bad boy della situazione, un ragazzo misterioso dal passato difficile, un bad boy che deve essere salvato dalla santarellina di turno… solo che Lucas è poco o nulla di tutto questo: Lucas si è già salvato da solo. Sì, nel suo passato sono accaduti eventi drammatici (drammatici per davvero, non le cazzate della maggior parte dei new adult), ma lui, con coraggio, determinazione e volontà, li ha superati. Ha già deciso di voler essere una persona migliore, di voler crescere, e sta lavorando per farlo.
Jacqueline non è una suora che all’improvviso scopre le gioie del sesso, Jacqueline è una ragazza normale, che nel corso della storia cresce come persona e, in particolare, come donna. Impara ad apprezzarsi, a pretendere il rispetto che ogni individuo merita, capisce che lei non è solo una bella statuina al fianco di un ragazzo (il suo ex, Kennedy). Lei è molto di più, è ricca di sfaccettature, ha passioni e sogni che nessuno può impedirle di inseguire. Ho apprezzato moltissimo lo sviluppo di questo personaggio, insegna molto alle lettrici (almeno a mio parere).

Altro elemento che ho trovato veramente ben contestualizzato e trattato è il tema dello stupro/tentato stupro, che in questo libro viene raccontato con tutta la serietà e la drammaticità dell’evento.
Odio quando i tentativi di stupro vengono usati come semplici scintille per plot twist inverosimili, mi innervosisce da morire come scelta, la trovo stupida e poco rispettosa. In Easy, invece, il tentato stupro subito da Jacqueline all’inizio della storia è un trauma, un vero trauma. La protagonista nel corso delle vicende passa attraverso fasi diverse, dal negazione dell’accaduto, alla paura e all’ansia, arrivando infine a una presa di posizione molto forte. Il tema è esplorato con chiarezza, l’autrice ci porta nella mente di una ragazza terrorizzata, che si sente anche in colpa, che non capisce le ragioni del gesto…
Vediamo anche le reazioni di un mondo maschile e maschilista, che tende a sminuire l’accaduto, a incolpare le ragazza, un mondo che vuole mettere a tacere la cosa per evitare scandali. Questo libro è, sotto parecchi punti di vista, molto realistico.

In tutto questo Lucas e Jacqueline non condividono solo una storia d’amore, bensì anche un percorso di vita, di accettazione di sé, un percorso verso la consapevolezza e la maturità. La loro è una relazione sana (finalmente ne leggo una!), in cui si sostengono a vicenda e aiutano l’altro a dare il meglio di sé.

Se non si fosse capito, Easy mi è piaciuto molto. Lo consiglio a ogni ragazza e a ogni donna. E – perché no? – anche a qualche uomo.

Conoscete questo romanzo? Vi ispira? 

Alex


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