RECENSIONE: Alter & Execraris di Davide Vezzoli

TITOLO: Alter & Execraris
AUTORE: Davide Vezzoli
EDITORE: Black Wolf Edition & Publishing Ltd
PAGINE: 168

TRAMA:
A causa di un evento devastante avvenuto negli anni 80, Primus è l’ultimo Alter sulla terra ad aver conservato i propri poteri ed è anche l’unico in grado di contrastare gli Execraris, criminali dotati di capacità sovrannaturali. Icyman, storica nemesi di Primus, escogita un piano per poter diventare l’essere più potente del pianeta e porre fine alle intromissioni di Primus nei suoi loschi affari.
Amore, odio, tragedie ed avventure di personaggi dai poteri straordinari in un racconto che abbraccia quasi 150 anni di storia.

RECENSIONE

Un romanzo breve, la cui lunghezza contrasta con la grandiosità dei personaggi, dei superpoteri messi in campo, degli avvenimenti narrati…

Iniziamo con una scena iconica, un omaggio al ben noto supereroe pipistrello: Primus, anche questo un nome evocativo, osserva nella penombra del suo studio i monitor lampeggianti attraverso i quali tiene sotto controllo l’attività della polizia e quella del flagello che minaccia l’umanità, assistito dal fido e attento maggiordomo… Ma qual è il pericolo che affligge il pianeta nel mondo che ci racconta Davide Vezzoli? È un nuovo genere di supereroi, esseri umani mutati geneticamente detti Alter e non sempre benintenzionati, anzi: quando inizia la narrazione di Alter benevoli ne sono rimasti ben pochi, e la maggior parte sono di tipo Execraris, malvagi e dediti alla delinquenza. Primus fa quello che può per tenere sotto controllo i “cattivi” con i suoi superpoteri e pochi amici fidati, ma è in grande difficoltà; allora, quando non indossa la sua tuta nera da Alter, cerca di entrare in politica e occuparsi dei minacciosi Execraris con i classici metodi impiegati dalla giustizia per i criminali più efferati.

Il romanzo è avvincente: la storia di queste creature scorre avanti e indietro nel tempo con sviluppi imprevedibili, si sente il travaglio di Primus, i dolori di alcuni personaggi, la crudeltà di altri…
La nota dolente è che risente di qualche criticità, come una scrittura un po’ troppo acerba e a volte scarna: manca un po’ la cura dei particolari e in alcuni punti è ripetitiva o al contrario lacunosa. Eppure in Alter & Execraris si percepisce nettamente la grandiosità e inadeguatezza di queste creature aberranti dotate di superpoteri di cui a volte neppure sanno cosa farsene: li controllano con difficoltà provocando danni, o soffrono di questo loro stato fino a morirne. L’immagine che mi è venuta in mente (fatte le debite proporzioni) è quella dell’albatros di Baudelaire, l’uccello che tanto è maestoso quando vola nei cieli quanto è goffo e impacciato quando cammina sulla terra, tra i mortali suoi simili. 

Anche i disegni che illustrano la storia sono belli, anche se visti sul Kindle probabilmente non si possono apprezzare come meritano. Uno in particolare mi ha ricordato un film di Brian De Palma del 1978, Fury: in questo film, dai risvolti orrorifici, i soggetti “anomali” sono persone di cui si sospetta che possiedano poteri paranormali e su cui i servizi segreti USA decidono di fare degli esperimenti, sperando di poterli poi usare per i loro loschi scopi (tematiche che all’epoca erano molto sfruttate sia nella letteratura che in televisione o al cinema). L’atmosfera pesante, il dramma vissuto dai personaggi che si sentono vittime dei loro poteri ancora più che dei loro aguzzini che li tengono segregati, che li considerano cavie e non più esseri umani, ricorda in parte il clima di questo romanzo, anche se la vicenda è diversa sotto molti aspetti. Eppure certe suggestioni – come il senso di impotenza in contraddizione con l’enorme potere di cui questi soggetti sono dotati – non sono molto diverse.

Concludendo, credo che se l’autore padroneggiasse meglio lo strumento della scrittura potrebbe davvero fare bene, perché le idee non gli mancano e nemmeno il senso del tragico, ma io personalmente quelle emozioni, come lettrice, vorrei anche leggerle sulla carta e non solo intuirle.


Alice Croce Ortega

autori emergenti, fantasy, recensione

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