RECENSIONE: Transito di Aixa De la Cruz

TITOLO: Transito
AUTRICE: Aixa De la Cruz
EDITORE: Giulio Perrone Editore
PAGINE: 127

TRAMA (redatta da Adelaide):
Aixa va a trovare Zuriñe, un’amica finita in ospedale a causa di un grave incidente. Osservando quel corpo martoriato dalle ferite Aixa comincia a ripercorrere il suo passato. Un vissuto non semplice, dove il dolore, o meglio il disagio per una condizione – quella femminile – difficile da accettare, l’ha portata a continui cambiamenti, se non a vere e proprie metamorfosi. Il suo vivere è divenuto, nel tempo, un transitare continuo da una personalità a un’altra, non per schizofrenia, bensì per una ricerca di identità sempre più difficile da definire.
In apparenza il libro sembra non avere una trama da seguire, il lettore si trova piuttosto ad ascoltare le diverse esperienze, rivivere le tappe di ogni “mutazione”. Solo dopo la prima metà del libro si individuerà il bandolo della matassa, il punto di inizio dal quale si è dipanato il flusso di riflessioni: un senso di colpa irrisolvibile che ha fatto naufragare il rapporto tra lei e sua madre, tra lei e gli uomini, tra lei e il suo corpo di donna.

RECENSIONE

L’argomento condizione femminile di per sé sarebbe trito e ritrito, a riguardo potremmo dire di avere letto di tutto e in tutte le salse, eppure il libro di Aixa ha una forza e una capacità di approfondimento da sorprendere fino a destabilizzare il lettore.
Gli argomenti, in realtà, sono tanti: l’autrice parla di dolore fisico osservando le ferite dell’amica, di stupri ascoltando i notiziari, degli spettatori giudicanti leggendo i messaggi sui social. Ci racconta del suo matrimonio cui ha fatto seguito il divorzio, per arrivare alle sue esperienze lesbiche, all’assunzione di droghe, fino ad arrivare ad Abu Zubaydah, “primo detenuto in relazione all’undici settembre” e ai soldati americani che…
Quello dell’autrice è un peregrinare per domicili diversi e culture differenti, tra le ripetute perdite della sua carta d’identità (metafora calzante).

“Mi allontano dall’ospedale pensando che, se il corpo di Zuriñe è il racconto del suo incidente, hanno bisogno di scrivere memorie soltanto coloro a cui resta un corpo illeso.”

In sole 127 pagine ci fa sprofondare nel suo mondo (che a ben vedere è anche il nostro) e riesce – cito Kafka – a rompere la lastra di ghiaccio dell’indifferenza. Nessun lettore, infatti, può rimanere impassibile davanti a tanta verità.
La scrittura, decisamente moderna, è scorrevole e colta allo stesso, i ragionamenti filosofici sono così bene inseriti da risultare fruibili anche dal lettore più semplice, mentre non mancano le descrizioni crude opportunamente contestualizzate.

“…rappresentano un valore e il suo contrario, come la parola greca pharmakon, veleno e antidoto; come le anfetamine Adderall e speed, o come l’homo sacer, sacro ed esecrabile, né vivo né morto. Se potessi prendere le distanze da tutto questo, se riuscissi a riflettere prescindendo dai sentimenti a cui mi trasportano i miei rosari di punti all’uncinetto, forse ricorderei se fu Derrida o Agamben a definire questi significanti dalla polisemia contraddittoria come marcatori d’instabilità sistemica, le crepe in cui si frantumano le civiltà.”

Aixa chiama ogni cosa con il proprio nome senza provare a smussare le spigolature né a enfatizzare alla maniera giornalistica. Un’autobiografia talmente onesta e priva di filtri che può essere definita con una sola parola: coraggiosa.

“La cosa più incredibile è che tanto l’accusa quanto la difesa hanno presentato i video come prova. Dove gli uni vedono un’adolescente in stato di shock, gli altri vedono sesso consenziente, perché lei non fa resistenza, né piange, né dice, né fa niente. Ha gli occhi chiusi e si comporta come se non fosse lì, dissociandosi.”

I suoi sembrano solo cenni, un accumulo di notizie che fornisce frase dopo frase che, però, a fine lettura avranno dato al lettore occhi nuovi per guardare il mondo.

“Sono tutta incredulità e conati di vomito; non voglio continuare a leggere, ma non posso smettere di leggere. Sono l’europeo standard davanti al televisore l’11 settembre, una spettatrice professionista che confonde l’orrore con i film dell’orrore, e nei film dell’orrore la paura fa parte dello spettacolo.”

Transito (tradotto da Matteo Lefèvre, titolo originale Cambiar de idea), ricchissimo di frasi incisive e determinanti, non è un semplice romanzo ma un libro di letteratura che andrebbe letto e riletto per l’importanza e la molteplicità dei temi che affronta, i quali – seppure toccati a volte con una sola frase – scatenano nel lettore una lunga scia di riflessioni.
Non è la solita narrazione di abusi subiti dalle donne ma la storia di Aixa: una testimone inerme che, vittima del suo senso di colpa, si trova in conflitto con la sua identità e condizione di donna.
Personalmente, a fine lettura ho capito che la parità non è un diritto delle donne ma un dovere degli uomini.

Adelaide J. Pellitteri


Il libro Transito è disponibile su Amazon. Se ti piacciono i nostri contenuti e vuoi sostenerci puoi farlo GRATUITAMENTE utilizzando per l’acquisto il link qui sotto. Per te il costo rimarrà invariato, e Amazon ci riconoscerà parte del suo ricavato. Ti ringraziamo per il sostegno.


donne, recensione, società

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra Newsletter:

Contatti

EMAIL

info.vcuc@gmail.com

Seguici


Licenza Creative Commons
Vuoi conoscere un casino? blog di VCUC è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso https://www.vuoiconoscereuncasino.it/contatti/.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. I contenuti e le immagini sono stati utilizzati senza scopo di lucro ai soli fini divulgativi ed appartengono ai loro proprietari. Pertanto la loro pubblicazione totale o parziale non intende violare alcun copyright e non avviene a scopo di lucro. Qualora i rispettivi Autori si sentano lesi nei propri diritti, sono pregati di contattarci e in seguito provvederemo a rimuovere il materiale in questione.