GDL Dune di Frank Herbert – atto I

Il progetto del gruppo di lettura del primo libro della serie di Dune ad opera di Frank Herbert prosegue…

È ormai circa una settimana che abbiamo concluso la lettura del primo dei tre atti che compongono il testo. E (considerazione personale) il gruppo di lettura è sicuramente un successo.

Piccola premessa: ho deciso di affrontare la lettura in un gruppo per due ragioni. La prima è di tipo squisitamente divulgativo: chi segue le nostre pagine sa del mio amore per il genere fantascientifico, ho quindi voluto cercare di coinvolgere l’utenza del nostro piccolo spazio web in un’impresa che potesse anche essere una sfida stimolante e appassionante. La partecipazione non è stata molto vasta ma a mio avviso il piccolo gruppo che si è formato è estremamente affiatato e soprattutto interessato (nonostante non tutti i lettori si siano trovati nella loro “comfort zone” leggendo un romanzo di fantascienza).
La seconda ragione è invece legata alla complessità che sapevo essere intrinseca dell’opera in questione. In questo romanzo infatti vengono trattati, con l’ambientazione fantascientifica, temi estremamente attuali e importanti: dalla religione all’ecologia, passando anche per lo scontro ideologico agito da fazioni tra loro diametralmente opposte. Tutti temi che nel gruppo durante la lettura di questa prima parte siamo riusciti, a mio avviso, a far adeguatamente emergere e sviscerare.

Herbert conduce il lettore in un mondo estremamente vasto e strutturato, che dà l’idea di essere vivo oltre le pagine stesse del romanzo. Questa caratteristica ha colpito diversi lettori.
Francesca – una delle acquisizioni più recenti del gruppo – si è detta alquanto colpita dalla profondità dei personaggi, le cui personalità estremamente approfondite e delineate lasciano comunque ampio spazio per ulteriore approfondimento e alla speculazione del lettore, dando l’idea di una meta-narrativa articolata che, volendo, offre spazio per poter scrivere dei romanzi inerenti alla storia di ciascun personaggio.

Herbert si muove narrando, attraverso i contrasti, quelli che sono i temi fondativi.
Arrakis è un mondo desertico estremamente ostile alle genti di pianeti ben più ospitali: rimarca perciò l’importanza dell’acqua e della sua scarsità e per farlo, in apertura al romanzo, ci mostra un pianeta che ne è ricco, ovvero Caladan, la patria della casata degli Atreides. Il tema dell’acqua è centrale in tutta l’opera, e più volte si lascia intravedere anche un mistero legato all’assenza di acqua sul pianeta desertico.
Un altro tema è legato alla leadership dei sovrani delle casate che fanno parte di questo sistema feudo-spaziale, il Landsraad. E per far emergere questo tema si contrappone spesso, in un gioco di dualismi, la rettitudine e l’interesse del Duca Leto Atreides, contro la spietata gestione del potere della controparte “malvagia” rappresentata invece dagli Harkonnen, impersonati dalla figura del Barone Vladimir.

Parlare delle casate porta a parlare anche della struttura del sistema politico di questo universo fantastico. Il romanzo ha infatti nella fanta-politica il cuore centrale della sua narrazione. Ogni evento di cui leggiamo è parte di un gioco di potere di una delle fazioni.
Se da un lato infatti abbiamo visto due rappresentanti delle molte casate del Landsraad, dall’altro dobbiamo citare la casata dell’imperatore, governatore supremo e nucleo di potere nel sistema feudale. La casata Corrino, attualmente al trono imperiale, è infatti il vertice di potere di questo sistema. Vertice che però nulla vale se non riesce ad assicurarsi l’appoggio delle altre casate nobiliari. Emerge quindi una situazione di precario equilibrio, in cui seppur più forte – per via dell’esercito Sardaukar e dei mezzi economici di cui gode – l’imperatore, esponendosi in favore dell’una o dell’altra casata, rischia di far adirare e quindi ribellare le singole case preoccupate di mantenere il loro potere, perfettamente capaci insieme di annientarlo.
La storia che vede coinvolte la casa Atreides, influente e ben voluta nella scena politica, e quella Harkonnen, nemica giurata degli Atreides da tempo immemore e per ragioni di cui il lettore non ha nozione ma che paiono invece molto chiare nella mente dei personaggi, è proprio legata a questi giochi di potere interni al sistema. I secondi godono infatti dell’appoggio dell’imperatore, e Arrakis (assegnato agli Atreides) deve essere una perfetta trappola mortale in cui i primi devono essere annientati. Tuttavia, proprio per le ragioni politiche sopra riportate, il coinvolgimento dell’imperatore nell’annientamento di una casata così importante va tenuto segreto.
La cosa bella è che nulla di tutto quello che vi ho raccontato è uno spoiler, poiché sin dalle prime pagine siamo messi al corrente del piano di Harkonnen e imperatore, e proprio l’attuazione di questo piano sarà ciò che ci verrà narrato nel primo atto.

Tutto nel Landsraad ruota attorno al pianeta Arrakis, è lecito quindi domandarsi il perché.
Su Arrakis si raccoglie il Melange o Spezia. Questa sostanza è fondamentale poiché è l’unica sostanza che permette, se assunta in ingente quantità, di avere effetti incredibili: dall’allungamento della vita sino alla capacità di alterare la struttura stessa dello spazio in modo da attraversarlo rapidamente.
Il compito di spostare mezzi e persone nello spazio è esclusivo di una megacorporazione classica della fantascienza, La Gilda Spaziale, alla quale è affidata la mobilità tra sistemi stellari. Questa è una delle due fazioni “superpartes” nell’universo di Herbert.
[N.B.: La Gilda ha però grandi interessi nell’estrazione della Spezia…]
La seconda organizzazione “superpartes” è l’ordine del Bene Gesserit, il quale è un gruppo matriarcale (composto solo da donne) che ha imparato un controllo della psiche e del corpo tale da aver sviluppato dei veri e propri poteri, dalla capacità di controllare le menti con la sola parola (COF COF “non sono questi i droidi che state cercando” COF COF) alla capacità di decidere il sesso del proprio figlio quando ancora si è in gravidanza. Questo ordine esiste per compiere un’opera di vera e propria eugenetica, gestendo le dinastie delle casate e le loro componenti genetiche al fine di ottenere un “superumano”, il Kwisatz Haderach capace di essere un’evoluzione assoluta della specie, rinunciando alla parte animale insita della nostra stessa natura. Il Bene Gesserit ha un ruolo centrale e fondativo anche nella diffusione di miti religiosi sui singoli pianeti, finalizzati al favorire la loro azione.

Appare chiaro che nel futuro immaginato da Herbert non ci sia posto per macchine e robot. Perché?
Si allude ai fatti di in un tempo lontano in cui l’uomo era stato reso schiavo delle macchine e ciò ha fatto nascere una vera e propria guerra che ha portato alla Jihad Butleriana e alla fondazione della religione Cattolica Orangista. La guerra tra uomini e macchine ha visto vincitori i primi e ha portato con sé un processo in cui si è prodotta una vera e propria fobia nei confronti delle macchine senzienti, da qui la necessità di un mezzo diverso per il viaggio spaziale e la necessità di evolvere la specie. Chiaro è che l’abbandono delle macchine ha altre conseguenze, come ad esempio la necessità di sviluppare alternative ai computer che permettevano calcoli estremamente precisi e l’elaborazione di grandi moli di informazioni. Da questa necessità ha origine l’ordine dei computer umani, i Mentat, uomini addestrati alla logica e alla computazione di informazioni. Questo ordine “logico” si contrappone nei giochi narrativi di Herbert all’ordine Bene Gesserit in diverse circostanze, in un certo senso riportando una faida filosofica dell’epoca in cui Herbert scriveva, ossia quella tra scienze naturali e scienze umane. Ambedue gli ordini sono orientati allo sviluppo dell’uomo, lo si fa solo in ottiche e con modalità diverse e alle volte antagoniste.

Un ultimo tema che emerge è infine quello dello scontro tra culture. Non esistono alieni in Dune, tutte le forme di vita “intelligenti” sono umane, ciò che le rende aliene l’una all’altra è però la distanza data da diversi usi e costumi. Questa distanza emerge proprio con i nativi di Arrakis, i Fremen. Per loro l’acqua è vita e tutta la loro cultura è basata su di essa o meglio sulla sua assenza. Non una goccia va sprecata. E per questo hanno ideato ingegnose tecnologie, quali le tute distillanti, che permettono un recupero quasi totale dell’acqua dispersa dalle secrezioni corporee fino addirittura al recuperare l’acqua dei morti prima di seppellirli. Le loro usanze li pongono, agli occhi delle altre fazioni, come barbari, incivili, da ignorare o addirittura eliminare; tuttavia emerge chiaro come i Fremen celino in realtà importanti segreti tra i loro misteriosi rifugi nel deserto di Arrakis.
Un episodio che ha colpito particolarmente tutti i lettori è proprio quello che vede il confronto tra un capo tribù Fremen e il Duca Leto Atreides.
Il Fremen sputa sulla scrivania del Duca e tutti i suoi uomini lo vedono come un insulto, in realtà questo gesto sarebbe uno spreco di acqua intollerabile per i Fremen, e quindi va interpretato in modo diverso, nel modo dei Fremen. In sé non è quindi da intendersi come una mancanza di rispetto, bensì come un segno di enorme stima, poiché ci si priva della propria acqua per donarla a qualcun altro.

Insomma, la carne al fuoco è molta e non mi sono soffermato a parlare di quanto emerso dalle relazioni umane tra i personaggi (estremamente approfondite e articolate) né dei personaggi di per sé.
Mi concentrerò maggiormente sulle tematiche riguardanti le relazioni umane in un altro post: qui ho voluto riportare solo i temi principali di quanto emerso nel primo atto, di protagonisti e sviluppi si parlerà maggiormente nel secondo atto, che per ora sembra concentrarsi soprattutto su questi aspetti e su quelli culturali piuttosto che su quelli contestuali della narrazione.

Come ho detto, Dune è un’opera complessa e vasta e tutto questo emerge sin dalle prime pagine del primo libro.

Ringrazio infine i membri del club (Claudia, Francesca, Iyed e Monica) di lettura grazie ai quali ho potuto affrontare e discutere questi temi e farli emergere e senza i quali tutto ciò non esisterebbe.
Vi rimando quindi ai prossimi aggiornamenti legati alla lettura e agli approfondimenti che emergeranno a seguito delle riflessioni fatte in seno al gruppo stesso.

PS: George Lucas ha ammesso di aver preso ispirazione da Dune, e non è facile trovare possibili altri parallelismi nella fantascienza che possano essere ricondotti a questo testo.


Avete già letto questo libro? Cosa ne pensate? Vi piacerebbe partecipare in futuro a un nostro club di lettura?

EMME

classici, fantascienza, gdl

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