RECENSIONE: Oscurità di Joseph R. Meister

TITOLO: OscuritàOscurità (Saga Arcangelo Vol. 1) di [Joseph R. Meister, Alice Croce Ortega]
AUTORE: Joseph R. Meister (tradotto da Alice Croce Ortega)
PAGINE: 183

TRAMA:
Distrutta dalla morte dei suoi genitori, Lilith cerca di riprendere in mano le redini della sua vita in una nuova città. Dopo essere stata attaccata da una strana creatura il primo giorno di scuola, il suo arrivo nella nuova classe darà il via ad una catena di avvenimenti imprevedibili e catastrofici e, senza volerlo, finirà per essere coinvolta in una guerra senza quartiere tra i poteri del Paradiso e dell’Inferno. Appassionante, coinvolgente e irresistibile, con questo volume inizia la saga Arcangelo, piena di magia, romance ed azione.

RECENSIONE

Oscurità è il primo capitolo della trilogia Arcangelo di Joseph R. Meister.

Nonostante non sia particolarmente innovativa, considerato che romanzi e prodotti televisivi con protagonisti giovani maghi e streghe non mancano di certo, la trama del libro di per sé non è niente male, l’idea di partenza è piuttosto carina; il problema, però, è tutto il resto. Mi spiace dirlo, ma Oscurità non può essere definito un vero libro: in ebook conta all’incirca cento pagina e detto sinceramente uno scritto di cento pagine non può essere chiamato “romanzo Urban Fantasy”, al limite è un racconto lungo; in più un libro presuppone lo sviluppo di una storia e, soprattutto, lo sviluppo dei personaggi, cosa che non abbiamo la possibilità di vedere all’interno del lavoro di Joseph R. Meister. So bene che la lunghezza di un’opera non è sempre fondamentale, ma in questo caso è proprio impossibile raccontare una storia di questo genere in appena 100 pagine, tant’è vero che credo sia stata proprio la fretta dell’autore nella narrazione ciò che ha rovinato tutto il lavoro… Più che un libro mi sembrava di leggere un riassunto. É fondamentale che uno scrittore sia in grado di creare il giusto equilibrio tra informazioni dette e informazioni taciute per invogliare il lettore a proseguire nella lettura, peccato che in Oscurità né gli eventi né i personaggi risultino essere interessanti, tutto è dichiarato fin dall’inizio e le poche informazioni non direttamente comunicate sono talmente ovvie che non bisogna sicuramente essere chissà quanto brillanti per coglierle. La suspense è necessaria se si vuole spingere il lettore a girare pagina, soprattutto in un libro fantasy come questo, invece nel lavoro di Joseph R. Meister dopo cinque pagine sappiamo già tutto sulla protagonista, Lilith, e alla pagina 3 abbiamo già capito che tutti i compagni di scuola con cui la protagonista interagisce sono maghi/streghe/angeli. Va bene la chiarezza, ma così è un po’ troppo!

Gli aspetti che mi sono piaciuti meno in assoluto sono la piattezza e la “stupidità” dei personaggi: nessuno subisce alcun cambiamento nel corso della storia; tutti compiono sempre le stesse azioni e dicono sempre le stesse frasi; nessuno si rivela essere un personaggio innovativo, anzi direi che incarnano tutti le figure stereotipate che ritroviamo ovunque.
La protagonista, Lilith, è il personaggio che più mi ha irritata: è completamente insipida, niente e nessuno la sorprende o la scuote, nemmeno la scoperta della magia sembra avere alcun effetto su di lei; completamente a caso diventa amica degli altri personaggi senza che ci venga effettivamente presentato lo sviluppo del loro rapporto; alla pagina numero 5 è già innamorata persa dei tre personaggi maschili appena comparsi nella pagina 4, anche se faccio fatica a definire i suoi sentimenti per Victor, Iago e Uriel dato che l’autore non ce li descrive per niente, se non attraverso qualche frasetta scontata e priva di senso… (Notiamo l’assurdità di Lilith che pensa soltanto a voler baciare lo strafigo di turno che si ritrova a fianco nel bel mezzo di un combattimento in cui potrebbe essere uccisa da un momento all’altro.) Devo ringraziare però Lilith per avermi fatto sbellicare dalle risate quando la sua unica preoccupazione era scegliere tra Iago e Uriel, nonostante i demoni e le streghe malvagie volessero uccidere lei e i suoi amici. (Che poi non ho ancora capito quando Lilith si sia innamorata dei due ragazzi.)
Se Lilith non è dotata di grande intelligenza, direi che Anna, Saray e Victor lo sono ancora meno. Lilith in alcune circostanza può essere perdonata non essendo ancora completamente a conoscenza del mondo della magia, invece gli altri ragazzi si impegnano davvero tanto per cacciarsi nei guai e rischiare di rimanere uccisi… Molto saggia, per esempio, la decisione di andare ad una festa di notte fuori città sapendo che i demoni dell’Inferno non desiderano altro che farti a pezzettini…

Altra scelta dell’autore che non condivido è quella dei nomi di alcuni personaggi, e mi riferisco in particolare a Uriel. In teoria il lettore dovrebbe scoprire solo alla fine che Uriel è un angelo (anche se lo si intuisce nell’esatto istante in cui Lilith lo vede per la prima volta e ne descrive la luminosità e la bontà), dunque mi chiedo perché l’autore abbia deciso di chiamarlo Uriel, un nome di angelo piuttosto conosciuto. 

Sinceramente mi spiace che l’autore non abbia sviluppato meglio la storia e i personaggi, dando a quest’ultimi uno spessore maggiore, perché credo che con più attenzione e qualche pagina in più avrebbe potuto presentare un romanzo decisamente migliore.

MARTA

autori emergenti, recensione, Urban Fantasy

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