RECENSIONE: Non devi dirlo a nessuno di Karen McManus

TITOLO: Non devi dirlo a nessuno
AUTRICE: Karen McManus
PAGINE: 276
EDITORE: Mondadori

TRAMA:
Ellery non è mai stata a Echo Ridge, ma ne ha sempre sentito parlare, e molto. Qui viveva la zia Sarah, gemella di sua madre, scomparsa nel nulla all’età di diciassette anni. Qui viveva anche Lacey, la reginetta del ballo scolastico, trovata strangolata cinque anni prima sotto la ruota panoramica del parco divertimenti della città. E ora che la madre di Ellery è entrata in una clinica di riabilitazione, è proprio qui che lei ed Ezra, il suo gemello, sono costretti a trasferirsi, per vivere con una nonna che conoscono a malapena.
Malcolm è cresciuto con un gran peso sulle spalle. Suo fratello, infatti, è stato il principale sospettato della morte di Lacey, ancora senza colpevole, e per questo ha lasciato Echo Ridge, abbandonando lui e la madre. E ora che il ragazzo si è rifatto vivo, neanche a farlo apposta, iniziano a comparire strani e minacciosi messaggi in città: a quanto pare un killer è intenzionato a colpire, di nuovo.
Di lì a poco, poi, quasi a provarlo, un’altra ragazza sparisce.
Spinti da motivazioni diverse, Ellery e Malcolm uniscono gli sforzi per scoprire se esista un collegamento tra le tre ragazze scomparse a distanza di anni l’una dall’altra, e, a mano a mano che si avvicinano alla verità, realizzano che tutti in città nascondono qualcosa, che i segreti sono pericolosi e che per questo, a Echo Ridge, i segreti è molto più sicuro tenerli per sé.

RECENSIONE

Era da tempo che non leggevo un thriller – il mio genere preferito, tra l’altro e dalle prime pagine di Non devi dirlo a nessuno non era quello che mi aspettavo di trovare: tra il titolo un po’ fuorviante e l’ambientazione tra adolescenti americani all’inizio dell’anno scolastico (e che inizio!) ho subito pensato a un covo di ragazze perfide e maschietti che sprizzano ormoni da tutti i pori trascorrendo la loro giornata scolastica tra partite di football e malcelate molestie alle compagne. Invece no: troviamo un nutrito gruppo di personaggi dai quali presto emergono i protagonisti, che saranno anche le voci narranti a capitoli alterni, e una cerchia ristretta di amici “affidabili” (ommioddio, esistono ancora! Sono commossa).

Molto brevemente, all’inizio assistiamo al viaggio di due fratelli il fatto che siano gemelli non è ininfluente che si trasferiscono per qualche tempo dalla nonna perché la madre single è ricoverata per un periodo di riabilitazione in seguito a un problema di dipendenza da farmaci.
Ellery ed Ezra conoscono poco la nonna e ancora meno il paese dove abita, Echo Ridge, nel quale dovranno rimanere per qualche mese frequentando la scuola locale. La loro sfortunata storia familiare, come scopriremo presto, é legata al motivo per cui la madre si è allontanata giovanissima dal paese natale e ne sta il più possibile alla larga; i due ragazzi sono quindi molto curiosi di conoscere meglio la nonna e i luoghi dove la madre ha trascorso l’infanzia e di cui non parla mai, ma allo stesso tempo ne sono anche un po’ intimoriti… È questa l’atmosfera quando sulla strada dall’aeroporto a casa della nonna, in compagnia dell’ex tata della madre che si è gentilmente offerta di guidare dato che il percorso è piuttosto lungo e la nonna non se la sente, incappano letteralmente in un cadavere. È necessario quindi chiamare la polizia per quella che sembra essere la vittima di un pirata della strada, e che poi si rivela essere uno dei professori della futura scuola dei due ragazzi, anzi, uno dei più amati.

Insomma, il clima è subito caldo e fa emergere la personalità della protagonista femminile, Ellery, che forse a causa della sparizione della sorella (gemella!) della madre, di cui non si è mai più saputo nulla, ha sviluppato un vivo interesse per i delitti e per le indagini che portano alla loro soluzione. A poco a poco scoprirà che in paese sono ancora vive le vecchie tensioni nate dopo la sparizione della zia e a causa di un altro delitto irrisolto… Mi fermo qui perché la trama é molto ricca e complessa, e va scoperta poco a poco.

Dico prima cosa non ho apprezzato così mi tolgo il pensiero: il titolo ammicca a tutte quelle serie televisive descritte nelle prime righe della recensione (vedi Pretty Little Liars) e sinceramente mi sembra che le motivazioni possano essere solo commerciali, inoltre è fuorviante per il lettore perché il segreto di cui si parla nel titolo originale (Two can keep a secret) non lo si scopre se non nell’ultima frase; nel romanzo poi c’è invece la giusta dose di misteri e di atmosfere inquietanti che ci si può aspettare in un giallo, per di più ambientato in una cittadina piuttosto isolata in cui la fonte di reddito dei ragazzi che vogliono avere un po’ di argent de poche è un luna park con il relativo tunnel del terrore in cui lavorano per l’appunto i nostri due gemelli. Altra cosa che non mi è piaciuta é l’inizio un po’ confuso e macchioso, debolezza dovuta secondo me alla mancanza di un vero stacco tra i capitoli in cui la voce narrante è quella di Ellery e quelli in cui invece a parlare é Malcom, il protagonista maschile, anche lui al centro dei misteriosi eventi irrisolti avvenuti nella cittadina. Lo stile narrativo, che per il resto ho molto apprezzato, risulta troppo uniforme: non ci si rende conto se si sta “leggendo” la voce dell’uno o dell’altro protagonista a meno di non tenere a mente il nome dello stesso, che per fortuna si trova all’inizio di ogni capitolo. Questo, i tanti personaggi, le somiglianze tra i nomi e anche il genere – alcuni personaggi LGTB ma anche semplicemente Ellery, che è un nome che io conoscevo come maschile, invece qui é femminile – hanno reso l’inizio un po’ farraginoso, peccato. La narrazione in prima persona mi piace molto, ma può ingenerare qualche problema nella scrittura e in questo caso é proprio così.

Tutto il resto mi é piaciuto: lo sviluppo della parte “giallesca” è verosimile e intrigante, la suspence c’è pur senza eccessi, come è giusto in un YA; i problemi adolescenziali non mancano ma sono concreti e in gran parte si sviluppano in modo costruttivo durante la narrazione come è giusto che sia in un thriller che finisce bene, a differenza del noir che invece finisce male. Anche le stranezze dei gemelli di cui si parla nel libro sono realistiche e funzionali allo sviluppo delle vicende, come anche la delicata storia d’amore appena accennata per non togliere spazio alla suspence ma ben delineata. Che dire, mi dovrò leggere il primo libro dell’autrice: in realtà malgrado la mia non più verde età amo gli YA e quella vena di ottimismo che gli autori che ne sono all’altezza riescono sempre a metterci dentro, anche se a volte i temi trattati non sono proprio dei più leggeri.


Cosa ne pensate? Vi ispira? Conoscete l’autrice?

Alice Croce Ortega

Mondadori, recensione, thriller

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