ALEX INTERVISTA… Teresa Di Gaetano

Buongiorno a tutti!
Conoscete Teresa Di Gaetano? Autrice di fantasy per ragazzi e romance? No?! Quindi non avete seguito la puntata pilota di VCUC on air 3? Tranquilli, potete rimediare subito: trovate QUI la puntata completa. Nei prossimi giorni, inoltre, pubblicheremo su YouTube i punti salienti della nostra bella chiacchierata di due ore 😉 
Intanto, per chi si fosse perso l’intervista a Teresa… potete leggerla qui sotto (in versione per blog).

1) Ciao e benvenuta su VCUC! Ti va di presentarti ai nostri lettori? Chi è Teresa di Gaetano?
Buonasera a tutti! Come hai già detto tu, mi chiamo Teresa Di Gaetano e sono un’autrice di romanzi fantasy per ragazzi e di romance siciliana. Sono una persona abbastanza semplice, nel senso che amo fare lunghe passeggiate, mi piace ascoltare la musica, ovviamente leggere. Adoro i gatti e la buona cucina della mia terra e non. Però accanto a tutte queste cose la mia passione più grande resta la scrittura.

2) Quando hai iniziato a scrivere e perché?
Scrivo da quando sono bambina; fin da piccola, infatti, mi sono appassionata ai grandi classici del passato internazionali e nazionali. Però scrivo in modo professionale dal lontano 2003. E ho iniziato perché scrivevo su giornali locali e collaboravo per un’emittente televisiva locale, in quanto ho fatto la gavetta per diventare giornalista pubblicista. I miei primi racconti sono stati pubblicati sul periodico nel quale scrivevo, ma la mia “avventura” di scrittrice è iniziata pubblicando proprio nel novembre del 2003 una raccolta di racconti, intitolata “Bubble, Bubble! Dodici racconti”, ora fuori commercio.

3) Hai scritto parecchi romanzi, sia fantasy per ragazzi che romance e vari sottogeneri… Quale opera è nata più spontaneamente? Quale storia hai invece trovato più difficile sviluppare?
Sì, come hai detto tu, principalmente mi sono cimentata in due generi letterari: i fantasy per ragazzi e i romance. Per i fantasy per ragazzi ho dato il via a una saga che si intitola “La sabbia delle streghe”; senza ombra di dubbio il romanzo che è nato più spontaneamente è stato proprio uno di quelli della saga e cioè “Rosehan e la spada di Shanas”. Il romanzo, infatti, è frutto di un’esercitazione che ho svolto in uno dei numerosi corsi di scrittura creativa ai quali ho partecipato. Guarda… l’ho scritto quasi come sotto dettatura, tanto era ispirato! Questo perché con l’esercitazione ho scritto prima l’intera sinossi del romanzo e poi mi sono mossa utilizzandola durante la stesura. Un romanzo sofferto invece è stato un altro romanzo della saga, “Milmay la nuova regina”. Ho prolungato un po’ troppo il conflitto interiore della protagonista, cioè l’ho descritto per più pagine e poi mi sono come dire un po’ bloccata, non sapendo come uscirne. A volte purtroppo capita che l’ispirazione venga a mancare.

4) A metà ottobre sei stata a Milano, qui nella nostra zona, per promuovere i tuoi libri tramite un tour di firmacopie… come ti sei trovata? È stata una bella esperienza? Hai qualche aneddoto particolare da raccontarci?
Esatto! È stata decisamente una bella esperienza e anche elettrizzante. È la prima volta che faccio un tour di firmacopie dei miei romanzi e mi auguro di vero cuore che non sia l’ultimo. È stato davvero particolare incontrare la gente che leggerà il tuo libro, in un certo senso mi ha maggiormente responsabilizzata. Di norma scrivo chiusa in camera mia, nella solitudine della mia stanza per intenderci, ci metto passione ed entusiasmo, ma vedere proprio in volto i lettori ha fatto un particolare effetto. Certo se il mio soggiorno a Milano è stato bello, devo tutto alla mia editor, Franca Turco, che non solo lo ha reso confortevole, ma anche è stata proprio lei ha organizzare il tour nelle librerie di sua fiducia. E anzi volevo approfittare dello spazio per ringraziare tutti i librai che mi hanno gentilmente ospitata nelle loro librerie. Guarda… un aneddoto in particolare non c’è. Soltanto che a Cernusco sul Naviglio, presso La Bottega del Libro, io e Franca stavamo fuori il negozio e quindi fermavamo i passanti. Per certi aspetti è stato un firmacopie più intimo, perché la gente che si fermava a parlare con noi, raccontava le proprie personali storie, cioè ci hanno anche raccontato un po’ di loro, della loro vita. Davvero particolare!

5) Negli stessi giorni hai anche partecipato all’evento “Gli scrittori del pianerottolo”, organizzato presso la biblioteca di Bonate Sopra: è stata la tua prima volta in un contesto simile? Cosa hai portato a casa da questa esperienza?
Sì per questo non solo devo ringraziare sempre la mia editor Franca Turco, ma anche Cristiano Pedrini che mi ha gentilmente ospitato nella sua Biblioteca. Per me è stata la prima volta in assoluto che ho presentato la mia trilogia, “Lontano da noi”, in questo contesto e devo confessare che ero emozionatissima, ma, durante la presentazione la relatrice mi ha messo a mio agio e mi sono sentita come a casa. Infatti, penso di essere riuscita anche a lanciare degli importanti messaggi, come quello di leggere i grandi classici. Va bene leggere i romanzi odierni, però non bisogna essere dimentichi di chi ha scritto degli autentici capolavori, rimasti immortali nel tempo. Anche questa, dunque, è stata una bella esperienza che mi porterò per sempre dietro.

6) Soffermiamoci un attimo proprio sul libro che hai presentato anche a Bonate, ovvero “Lontano da noi”, che raccoglie tre romanzi in uno. Come mai hai deciso di dedicarti alla narrativa di ambientazione storica? Come hai scelto il periodo più adatto?
Ho deciso in primo luogo di cimentarmi nella narrativa di genere perché ho notato che le mie colleghe pubblicavano romance contemporanei. Quindi ho pensato “Perché non scrivere qualcosa ambientato nel passato?”. In secondo luogo perché io amo il periodo vittoriano, credo che sia uno dei più romantici che ci possano essere, quindi ideale per raccontare delle storie d’amore. Comunque, i miei romanzi sono pseudo storici, finti storici, perché in realtà la storia intesa come storia vera e propria fa appena da cornice alle vicende amorose dei personaggi. Ci tengo a precisarlo. E sono romanzi corali, in quanto non c’è un personaggio protagonista, ma tanti personaggi che ruotano attorno a un’intrica trama. Io amo definirli alla Dowton Abbey, per intenderci!

7) Quali messaggi vorresti trasmettere con questa trilogia?
“Lontano da noi” e i tre romanzi della trilogia sono romanzi di mera evasione; non c’è, dunque, altra pretesa che quella di far trascorrere qualche piacevole ora di svago a chi legge.

8) A chi consiglieresti questa raccolta?
Sono dei romanzi densi di romanticismo quindi sono adatti a tutte quelle persone che cercano una storia d’amore e che cercano un po’ d’evasione dalla realtà.

9) Ti va di salutarci con una citazione tratta da uno dei tuoi libri?
Certamente!
«Perdonatemi» si affrettò a dire Emma «non volevo ferirvi» «Perché?» domandò contrito Gilbert «vi state vendicando, è giusto no?»


Ringraziamo Teresa per essere stata con noi, conoscerla è stato un piacere!

Se avete altre domande per lei, lasciatele pure nei commenti, vi risponderà volentieri 🙂

ALEX

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